#Fuoriporta, serie B a squadre dispari: eppure no, non siamo su Scherzi a parte
Roberto Fabbricini, ex commissario della Federcalcio, qui alla sinistra del presidente del Coni, Giovanni Malagò

#Fuoriporta, serie B a squadre dispari: eppure no, non siamo su Scherzi a parte

Nella rubrica di Fabio Monti lo scenario del futuro prossimo in categoria cadetta. La decisione dei presidenti, la scorsa settimana, cambia gli assetti dal prossimo anno. Ed è sinonimo del caos in cui il calcio italiano versa ormai da tempo.

È probabile che l’argomento finisca soltanto per sfiorare i destini del Monza, se, in fondo a questo campionato, arriverà davvero la prima promozione in serie A. Però la questione è uno dei segnali di confusione nel quale versa il calcio italiano. Nell’estate 2018, l’allora commissario della Federcalcio, Roberto Fabbricini, accogliendo le istanze del presidente della Lega di B, Balata e dei presidenti, riuscì a ridurre il numero delle squadre da 22 a 19, complice il fallimento di Avellino, Bari e Cesena. Una decisione che, dopo ricorsi assortiti, ebbe l’avallo del Consiglio di Stato e che prevedeva che le squadre nella stagione 2019-2020 sarebbero diventate 20, come è accaduto. Giovedì 26 novembre che cosa hanno deciso i presidenti di serie B? Semplice: un ritorno a quota 22 nel 2022-2023, passando attraverso le 21 della prossima stagione. Un cambio di format in corso d’opera, che un tempo sarebbe stato vietatissimo e che ora si vorrebbe considerare un dato acquisito, mettendo il Consiglio federale di fronte al fatto compiuto. Che cosa abbia generato questo cambio di scenario, lo ha spiegato la risoluzione finale: «Attesa l’irrazionalità del disallineamento rappresentato dall’attuale format con quattro retrocessioni in C e tre promozioni in A, che non garantisce stabilità al sistema e capacità di programmazione politica per la Lega B, costituendo un unicum nel panorama calcistico, l’Assemblea ha deliberato, secondo l’art. 49 comma 4 delle Noif, con 19 votanti (18 favorevoli e il voto contrario della Salernitana) il numero di squadre partecipanti al campionato 2021-2022, fissandolo a 21 in conseguenza di tre promozioni in A (due dirette e una mediante playoff) e tre retrocessioni in Lega Pro (due dirette e la terza con la disputa dei playout) nel campionato in corso». Quindi si sta giocando, senza sapere quante saranno le squadre destinate a retrocedere, mentre si configura un nuovo obbrobrio sportivo: un campionato con squadre dispari. La serie C ha già annunciato un’opposizione dura e pura. Ha detto il presidente della Lega Pro, Ghirelli: «I cambi di format richiedono il consenso delle Leghe coinvolte. Ne parleremo in Consiglio federale. Le riforme si fanno ragionando come sistema. Non c’è un campionato nel mondo con numeri dispari: si propongono 21 squadre, fino a ieri si parlava di scendere a 18». È dal 2014, dopo l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale brasiliano, che si parla di arrivare a una serie A a 18 squadre, una B a 20 e la serie C trasformata in un campionato semipro. Troppe squadre, si è ripetuto almeno un centinaio di volte e risorse insufficienti. Il risultato è questo. E non siamo su scherzi a parte.


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