#Fuoriporta, oltre il muro tecnologico con l’accelerata di Galliani e i dubbi di Pep
Il consulto del Var durante Atalanta - Genoa, con l’arbitro Fabbri in primo piano

#Fuoriporta, oltre il muro tecnologico con l’accelerata di Galliani e i dubbi di Pep

Nella rubrica di Fabio Monti, la modernizzazione del calcio dagli anni in cui a Berlino veniva picconato il simbolo della Guerra fredda. Su impulso dell’amministratore delegato del Monza, l’accelerazione del Goalcontrol 4D, fino all’arrivo del Var

Molto si è parlato in questi giorni della caduta del muro di Berlino, diventato il simbolo più evidente della guerra fredda pure nello sport. Il 9 novembre 1989, picconi e martelli hanno cambiato il mondo, la storia, la vita. Anche il calcio, nel suo piccolo (o nel suo grande) ha abbattuto nel tempo il suo muro. Dopo Italia 90, ha modernizzato molte regole, per aumentare lo spettacolo e trasferire il potere dai difensori agli attaccanti. Con la sentenza Bosman (15 dicembre 1995), la libera circolazione dei lavoratori, applicata al calcio, prima in ambito europeo e poi planetario, ha portato alle frontiere spalancate, al mercato globale, ai procuratori-dittatori, a differenze abissali tra ricchi e poveri. Ma lo sbriciolamento del muro di Berlino ha coinciso con l’irruzione del filone tecnologico, che sta rivoluzionando usi e costumi secolari. Il primo passo è stato compiuto con l’introduzione della Glt, la goal-line technology, studiata e creata per azzerare il numero dei gol fantasma, attraverso le telecamere sistemate sulla linea di porta, con riscontro immediato sull’orologio dell’arbitro. Approvata il 5 luglio 2012, la Goalcontrol 4D è stata utilizzata stabilmente in A dal 2015-2016, soprattutto grazie all’intervento di Adriano Galliani, che si è battuto con energia per asciugare i tempi della sperimentazione e passare ai fatti, visto che non c’era più nulla da sperimentare. A segnare la svolta definitiva però ha provveduto l’introduzione del Var, acronimo di Video Assistant Referee, l’assistente arbitro al video. L’arbitro centrale, al quale spetta sempre la decisione finale, è in collegamento con due suoi colleghi, sistemati in una postazione con quattro video e hanno la possibilità di rivedere le azioni e comunicare all’arbitro dubbi su eventuali scorrettezze sfuggite. L’utilizzo è stato ufficializzato dalla Fifa il 6 marzo 2016 ed è stato introdotto nella A italiana dal 19 agosto 2017. Primo esempio di utilizzo: Juve-Cagliari 3-0, con rigore ai rossoblù, parato a Farias da Buffon. Può essere utilizzato solo in presenza di «errori chiari ed evidenti», ma il Var, invece di fornire decisioni oggettive, ha moltiplicato dubbi (soprattutto sul fuorigioco), interpretazioni, discussioni in mezzo al campo, con arbitri che davanti al monitor non sanno che cosa fischiare ed errori sempre più evidenti. Due giorni fa, alla riunione degli allenatori europei promossa dall’Uefa, non sono mancate le posizioni anti-Var, con il commento finale di Guardiola, che ha riassunto per tutti: «Abbiamo parlato tanto, ma non si è capito niente». È il calcio, bellezza.


© RIPRODUZIONE RISERVATA