#Fuoriporta, Mario Balotelli e la sua scelta: un capolinea, oppure una ripartenza
Mario Balotelli, 30 anni, subito dopo la firma con il Monza, a casa di Adriano Galliani

#Fuoriporta, Mario Balotelli e la sua scelta: un capolinea, oppure una ripartenza

Nella rubrica di Fabio Monti, l’arrivo dell’ex attaccante della Nazionale a Monza. Un’occasione di rilancio, a 30 compiuti, dopo quel che aveva fatto vedere tra Inter, Milan, Manchester City e Liverpool. Passando dal Nizza e dall’ultima parentesi nella sua Brescia.

Chissà se al momento di firmare il contratto con il Monza, Mario Balotelli si sarà ricordato del 9 dicembre di undici anni fa. Stadio di San Siro, Inter-Rubin Kazan 2-0: assist sontuoso (di tacco) per il primo gol, firmato da Eto’o, raddoppio con una super-punizione a metà ripresa e qualificazione agli ottavi di Champions League, poi vinta a Madrid. O forse avrà ripensato al 23 ottobre 2011, la domenica dello storico successo del Manchester City, allenato da Mancini, in casa dello United: 6-1 a Old Trafford, con doppietta iniziale, per il 2-0, che aveva spianato la strada alla festa. Una specie di prologo al soffertissimo 3-2 al Qpr del 13 maggio 2012: City in svantaggio fino al 91’15”, poi gol di Dzeko e rete di Agüero al 94’51” su assist in scivolata di Mario, nove secondi prima della fine. E così era arrivata la vittoria in campionato, dopo un’attesa per il City durata 44 anni. Del resto il 2012 è stato il suo anno magico, visto che il 28 giugno sarebbe arrivata la doppietta per mandare al tappeto la Germania già nella prima mezz’ora, nella semifinale dell’Europeo a Varsavia. Oppure, guardando Galliani, Balotelli avrà avuto tempo per ripensare al suo esordio con la maglia del Milan, 3 febbraio 2013, doppietta all’Udinese (2-1), tre giorni dopo la presentazione in rossonero. Prima un super-gol, in avvio di partita e poi agli sgoccioli del recupero, un rigore battuto in maniera impeccabile. Sono passati poco meno di otto anni da quella doppietta, Balotelli ha avuto altre occasioni significative per confermare il suo talento; ha giocato nel Liverpool ed è tornato al Milan; ha conosciuto il campionato francese con il Nizza e ha riassaporato il gusto della serie A, nel Brescia; ha vissuto e ha fatto vivere altri bei momenti, anche in nazionale, compreso il gol al Messico al Maracanà di Rio (2-1, 16 maggio 2013) oppure all’Inghilterra, nella prima partita delMondiale brasiliano (2-1, 14 giugno 2014), a Manaus, quando sembrava che l’Italia potesse arrivare molto lontano. Sembravano fuochi d’artificio, invece sono stati fuochi di paglia. Chi fa sport ai massimi livelli dovrebbe sempre guardare avanti. È una vecchia regola, che vale soprattutto per chi gioca a calcio. Però questa volta Balotelli farebbe bene a ripensare al suo passato, a chiedersi se il calcio è stato per lui anche una passione oppure se ha amato di più tutto quanto gira intorno al pallone e a domandarsi perché Ibrahimovic a 39 anni trascina ancora il Milan. Il Monza può diventare il capolinea della sua carriera oppure l’occasione per voltare pagina. A 30 anni ci sarebbe tutto il tempo per ripartire. I numeri li ha, decida lui che futuro vuole costruirsi.


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