#Fuoriporta, Mandela al Brianteo: domenica la lettura del messaggio
L’ex presidente sudafricano Nelson Mandela, al centro, con l’ex campione del mondo dei pesi medi di boxe, Marvin Hagler

#Fuoriporta, Mandela al Brianteo: domenica la lettura del messaggio

Nella rubrica di Fabio Monti le parole di Madiba, prima della partita tra Monza e Juventus Under 23. Una scelta, quella che la Lega Pro ha fatto anche per gli altri 29 campi di gara, per ribadire che «Lo sport ha il potere di unire le persone come poco altro può»

Prima di Monza-Juventus under 23, come su tutti gli altri 29 campi dove si giocheranno le partite di Lega Pro, i capitani delle squadre leggeranno in mezzo una frase, che è già passata alla storia: «Lo sport ha il portiere di unire le persone come poco altro può». La firma è quella di Nelson Mandela, l’uomo capace di abbattere le barriere dell’apartheid in Sudafrica, riunificando il Paese, senza nemmeno l’ombra di un conflitto interno. La scelta di questo fine settimana per dar vita all’iniziativa «DiCiamo 60 volte no al razzismo» non è casuale, perché l’11 febbraio ha conciso con il 30° anniversario della liberazione del leader sudafricano e premio Nobel per la pace, dopo 27 anni di carcere a Robben Island. Così come non è stata casuale la scelta della sede per presentare l’iniziativa: il PalaMandela di Firenze, città che è anche la sede della Lega Pro. È stato il presidente Francesco Ghirelli a spiegare il senso dell’iniziativa: «La C è il calcio dei valori e questa è una occasione in più per ribadire il no al razzismo e ad ogni forma di discriminazione in una data che segna la storia. È una responsabilità e un impegno che la C e le sue squadre si assumono: quello di concepire il calcio come ambasciatore di messaggi sportivi e di inclusione». Per questo si è deciso di premiare Domenico, il giovane raccapalle di Bisceglie che il 27 ottobre 2019, con un gesto di fair play immortalato in una foto diventata virale, a fine gara era andato a consolare il centrocampista della squadra di casa, Mady Abonckelet, che appoggiato a un palo, piangeva per la sconfitta con il Francavilla, mentre i tifosi lo insultavano. Come ricordava un celebre film di Vittorio De Sica, i bambini di guardano. E sono migliori di noi. A testimoniare la convinzione di Mandela nei valori dello sport, restano l’immagine di Madiba, che scende in campo prima della finale di Johannesburg della Coppa del mondo di rugby, vinta dal Sudafrica (sulla Nuova Zelanda) nel 1995, la partecipazione al successo sudafricano nella Coppa d’Africa di calcio del 1996 e la caparbietà con la quale si era battuto per ottenere l’organizzazione del Mondiale del 2010. Una festa meravigliosa, un’edizione non facilmente riproducibile per tutto quanto di bello aveva saputo proporre.


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