#Fuoriporta, l’omaggio a tradizione e storia: Tortu a Rieti, senza torto a Milano
Atletica: Filippo Tortu Golden Gala 2018 - Foto Fidal su Facebook

#Fuoriporta, l’omaggio a tradizione e storia: Tortu a Rieti, senza torto a Milano

Nella rubrica di Fabio Monti il ritorno alle gare del primatista italiano, proprio nell’impianto che ne avrebbe certificato il nuovo record italiano un anno fa, se non fosse stato per il vento. Il capoluogo lombardo, invece, resta a osservare. Così lontano da quel Guidobaldi che evoca le suggestioni del passato

La scelta di Filippo Tortu di iniziare il 2020 all’aperto sulla pista di Rieti, è un omaggio alla tradizione e alla storia. Alla tradizione, perché a Rieti un anno fa aveva corso in 9”97, che sarebbe stato primato italiano, se il vento (+ 2,4 m/s) non avesse rovinato tutto. E da lì era partito anche il 2018, con un interessante 10”16, prologo al quinto posto all’Europeo di Berlino. È un omaggio alla storia perché Rieti rappresenta da mezzo secolo un luogo benedetto dell’atletica, con lo stadio Guidobaldi, che ha battezzato otto record mondiali e che sta per compiere 60 anni Ciò non toglie che sarebbe stato di grande suggestione se il brianzolo Tortu avesse iniziato questo tormentatissimo 2020, senza più Olimpiade, all’Arena di Milano, nello stadio dei suoi esordi con la maglia verde della Riccardi (il «ragazzo più veloce di Milano» e non solo), dove sono stati protagonisti Berruti e Ottolina e dove nel giugno 1972 era esploso Pietro Mennea. Operazione del tutto impossibile, perché l’Arena, che da anni non ospita più nulla, continua a essere chiusa: i lavori di ristrutturazione, interrotti per coronavirus e ora ripresi, restano lontani dalla conclusione. Nei mesi pre-pandemia sembrava che tutto sarebbe stato sistemato per lo svolgimento del Golden Gala, non più all’Olimpico di Roma (a causa della prima partita di Euro 2020), ma si era capito in fretta che si trattava di una battuta di spirito. Tant’è che era già diventato ufficiale il trasferimento a Napoli, prima del ritorno a Roma, ma allo stadio del Marmi per la nuova data, quella del 17 settembre. L’unica granitica certezza, che resiste al tempo, alla pandemia e a qualsiasi altro evento, è l’inagibilità dell’Arena. D’altra parte la situazione degli impianti milanesi per chi vuole correre, saltare e lanciare, si può definire con un solo aggettivo: disastrosa. Il campo Giuriati ha la pista fuori uso, in attesa del rifacimento (a spese del Politecnico); il Saini non è omologato per le gare; il Carraro continua a essere chiuso. Resta il XXV Aprile. Il glorioso impianto in zona San Siro è dotato anche di una struttura al coperto, nata dopo otto anni di lavori. Peccato che non possa avere l’agibilità perché il soffitto è troppo basso e piove dentro. Questa è la Milano dell’atletica.


© RIPRODUZIONE RISERVATA