#Fuoriporta, la Serie C chiude i battenti: poi una B rivoluzionata, con due gironi
Serie B sempre più vicina per il Monza di Silvio Berlusconi, qui in foto con il sindaco Dario Allevi e Adriano Galliani sulle tribune del Brianteo

#Fuoriporta, la Serie C chiude i battenti: poi una B rivoluzionata, con due gironi

Nella rubrica di Fabio Monti le ultime, importantissime novità sul calcio di terza serie e della cadetteria che attende il Monza. L’ipotesi che sta prendendo corpo in queste ore è quella di una Serie B con doppio raggruppamento

Il 7 maggio 2020 sarà ricordato a lungo, perché, salvo ripensamenti improvvisi, segnerà la fine anticipata del campionato di serie C, causa emergenza sanitaria. Una situazione che non ha riscontri nel passato. I gironi A e B si fermano, quando mancano undici giornate alla conclusione; il girone C chiude con otto turni di anticipo. Avanti non si può andare causa protocollo sanitario. Il ritorno in B del Monza non è più in discussione da tempo, così come quelli di Vicenza e Reggina, anche se per l’ufficializzazione del salto di categoria bisognerà aspettare il Consiglio della Figc, che, programmato per venerdì 8 maggio, è stato differito a data da destinarsi. Resta da capire quale sarà il futuro delle neopromosse. In queste ore, si sta facendo strada l’idea di una serie B completamente rivoluzionata, non più con 20 squadre, ma con 40 club, divisi in due gironi. Vi prenderebbero parte le tre retrocesse dalla serie A (sempreché si torni a giocare nella massima serie), dove salirebbero le prime tre della B attuale (Benevento, Crotone e Frosinone); le 17 squadre rimanenti del campionato ora sospeso (senza retrocessioni); le prime dei tre gironi di C (Monza, Vicenza e Reggina); altre 17 squadre fra quelle che al momento avrebbero acquisito il diritto di partecipare ai playoff di C. In questo modo la Federcalcio eviterebbe un numero consistente di ricorsi da parte delle pretendenti alla quarta promozione in B (è l’ipotesi che più di tutte spaventa il presidente federale, Gravina) e non solo e in qualche modo ridarebbe respiro alla C, riducendone l’organico dalle 60 squadre attuali a 40, divise in due gironi dei quali farebbero parte anche le promosse dalla Serie D. Per ora è soltanto un’ipotesi di lavoro, anche perché bisognerà verificare quante squadre saranno in grado di iscriversi al campionato, vista la crisi economica. Però almeno è un’idea, in un sistema dove tutti, fin qui, hanno lavorato per renderlo ingestibile. Per anni si è detto che 20 squadre in A sono troppe e 100 club professionistici sono un lusso che nessuno può permettersi; per decenni si è ripetuto che i bilanci delle società sono troppo legati agli introiti dei diritti tv. Adesso le tv non vogliono più pagare; il virus sta chiedendo il conto a lorsignori. E il piatto piange.


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