#Fuoriporta: la riforma Ghirelli in C,  cadono i vincoli e si alza il livello
L’amministratore delegato del Monza, Adriano Galliani, con Andrea Tomat, presidente di Lotto, alla presentazione della nuova divisa di gioco per la stagione 2019-20. Una stagione in cui il Monza, impegnato in questo finale di stagione con vista sui playoff per la serie B e finale di Coppa Italia

#Fuoriporta: la riforma Ghirelli in C,
cadono i vincoli e si alza il livello

La rubrica di Fabio Monti e il cambiamento in Lega Pro: addio ai paletti anagrafici, la continuità di tesseramento e lo scardinamento di un meccanismo che in questi anni ha dimostrato di avere più di una lacuna

«È tempo di cambiare», aveva detto nel giorno della sua elezione alla guida della Lega di serie C (6 novembre 2018), Francesco Ghirelli e per una volta alle parole sono seguiti i fatti. È auspicabile che la questione non debba più riguardare il Monza, se tutto andrà come sperato nei complicatissimi playoff per la promozione in B; tuttavia, solo per chiarezza, è giusto ricordare che nell’assemblea di lunedì 15 aprile, è stato deciso di abolire tutte le limitazioni nelle rose dei club di C. Il regolamento per il campionato 2018-2019, in linea con quanto accaduto nel recente passato, prevedeva che la lista dei 22 calciatori fosse composta da: 1. un massimo di 14 giocatori nati prima del 1° gennaio 1996; 2. un massimo di giocatore di qualsiasi età tesserati per la stessa squadra per almeno quattro stagioni; 3. un massimo di un calciatore di qualsiasi età cresciuto nel settore giovanile del club; 4. calciatori nati dopo il 1° gennaio 1996, in numero tale da occupare i rimanenti posti della lista. Una soluzione che, in concreto, si è rivelata fragile, visto che in questi anni venivano espulsi dall’area professionistica soprattutto quei giocatori non più tanto giovani da rientrare nella categoria degli under e che non erano riusciti a conquistarsi un posto nelle liste over o nelle categorie superiori. Altra stortura: tantissimi giovani non andavano in campo per meriti sportivi, ma soltanto perché, grazie ai premi di valorizzazione, rappresentavano una fonte di sicuro guadagno per le quelle società che si accontentavano di conservare la categoria, investendo il minimo indispensabile sul proprio settore giovanile. Se la riforma annunciata da Ghirelli verrà approvata, come appare certo, dalla prossima stagione non ci saranno più limitazioni di età nella lista, ma si procederà a una stretta agli arrivi dalla serie A e B con solo sei giocatori «il cui tesseramento sia a titolo di cessione o di trasferimento temporaneo». In questo campionato sono 200 i giocatori che la A ha ceduto in prestito ai club di C (il record è dell’Atalanta: 28) e 117 quelli arrivati dalla B. L’obiettivo della riforma è quello di trasformare la serie C in un torneo che esalti i giovani, soprattutto quelli prodotti in casa, che valgono, hanno qualità e voglia di arrivare. Nel frattempo è allo studio il ritorno al budget-tipo, cioè un tetto di spese identico per tutti i club, che potrà essere sforato soltanto in presenza di fideiussioni (vere) presentate dai presidenti, mentre un paio di altri club (Inter e Fiorentina) potrebbero iscrivere le squadre B, come ha fatto la Juve in questa stagione.


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