#Fuoriporta, la Lega di C e la protesta contro lo squilibrio tra costi e ricavi
Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro

#Fuoriporta, la Lega di C e la protesta contro lo squilibrio tra costi e ricavi

Nella rubrica di Fabio Monti, la dura presa di posizione della Lega di Lega Pro che, nella serata di mercoledì ha incontrato il ministro Galletti, ma ha deciso di rinviare per protesta la prima giornata di ritorno dei campionati.

L’incontro del mercoledì sera con il ministro Gualtieri non ha risolto il problema e la prima giornata di ritorno dei campionati di serie C è rinviata a data da destinarsi. La severa presa di posizione della Lega di serie C, guidata da Francesco Ghirelli, che la presiede dal 6 novembre 2018, ha il merito di portare allo scoperto il problema che da anni rischia di strozzare la terza serie: lo sbilancio fra costi e ricavi. Non è obbligatorio guadagnare con il calcio, ma non è nemmeno pensabile che sia necessario perdere sempre e comunque cifre considerevoli.

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Questa situazione ha portato, negli anni, ad una pesante riduzione degli organici: le 108 squadre di un tempo, divise fra C1 e C2, in base alla riforma del 1978-1979, sono progressivamente scese a 90 e ora a 60, cifra che sembra rappresentare la linea del Piave, per dare forza a una Lega, che ha vissuto momenti di fortissima conflittualità e che ora ha ritrovato una compattezza di squadra, inversamente proporzionale alla litigiosità di altre componenti (la Lega di A, prossima ad un nuovo commissariamento). Il ruolo fondamentale della Lega di C, che ha introdotto alcuni importanti esperimenti (playoff e playout, il budget tipo per contenere le spese, il lancio di grandi campioni), è stato illustrato proprio da Ghirelli: «Formiamo i giovani calciatori e calciatrici; abbiamo un rilevante ruolo sociale, presidiando il territorio; rappresentiamo 60 città e 17 milioni di cittadini che vogliono sapere se il calcio dei comuni possa esistere ancora; durante i playoff di giugno abbiamo riempito gli stadi e dato a tutti una dimostrazione di organizzazione, civiltà, sportività. I nostri club si sono dati regole rigorose per le iscrizioni al campionato e per i controlli periodici. Siamo pronti a continuare l’operazione di rigore e pulizia, mentre le società si stanno dotando di strutture proprie, per rispondere a questo sforzo progettuale ed innovativo». Ottenere la «defiscalizzazione/credito di imposta», come richiesto dalla Lega di C, significa abbassare i costi e avere risorse da reinvestire in infrastrutture materiali (centri sportivi per i giovani) e nella formazione dei giovani. Se il taglio degli organici è stato così violento, se nel gennaio 2019 erano stati dati 69 punti di penalizzazione, per mancati o ritardati pagamenti, con stravolgimento delle classifiche, se anche chi è attentissimo alle esigenze di bilancio, si vede costretto a ripianare sistematicamente le perdite, è evidente che il problema sta alla radice e che è venuto il momento di provare a risolverlo. Del resto i numeri indicano la vivacità del settore: nell’Italia campione del mondo nel 2006, undici giocatori su 23 erano cresciuti in serie C. Altre osservazioni?


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