#Fuoriporta, Inter e Milan affacciati sulla Brianza: “San Siro” e l’ipotesi Sesto
La zona dell’ex Falck, a Sesto San Giovanni, dove potrebbe sorgere il nuovo stadio di Inter e Milan

#Fuoriporta, Inter e Milan affacciati sulla Brianza: “San Siro” e l’ipotesi Sesto

Nella rubrica di Fabio Monti, il nuovo stadio e la prospettiva di rilancio della realizzazione nella zona ex Falck, con vista su Monza. Uno scenario che potrebbe sparigliare le carte rispetto al doppio progetto presentato per la zona di San Siro

E se il nuovo stadio di Inter e Milan nascesse nell’area ex Falck di Sesto San Giovanni invece che nella zona di San Siro? L’ipotesi non è nuova, ma alla fine potrebbe diventare la soluzione vincente. Una spinta in questo senso sembra arrivare dalla Conferenza dei servizi del Comune di Milano, presieduta dall’architetto Giovanni Tancredi. La Cds raduna tutti i soggetti interessati a una trasformazione urbanistica e chiamati a fornire un parere sulla fattibilità del progetto. Il sì condizionato, espresso in queste ore, in attesa che si pronunci il Consiglio comunale, peraltro contrario alla realizzazione del nuovo impianto (come il sindaco Sala), in realtà è quasi un no, perché sono stati posti paletti di ogni tipo, a cominciare da volumetrie, costi generali, inquinamento. Il primo problema è legato alla demolizione di San Siro, che, all’improvviso, nessuno vuole più, a cominciare dalla Sovraintendenza, che ha chiesto di considerare altre ipotesi rispetto alle ruspe. Nessuno mette in dubbio il fascino e la storia gloriosa del più bell’impianto italiano per il calcio, ma purtroppo anche per uno stadio gli anni passano e pesano. Ristrutturare San Siro è impossibile, perché il primo anello ha 93 anni di vita e li dimostra tutti. Abbatterlo e ricostruirlo nel medesimo posto, come è avvenuto per lo Stadium della Juve, rinato (senza pista e con capienza ridotta) sulle ceneri del «Delle Alpi», vorrebbe dire costringere Inter e Milan a giocare le partite interne lontano da Milano per tre o quattro anni. I tifosi si sono già espressi con un deciso no, rispondendo alla consultazione via internet promossa dalle due società, così come sono contrarissimi all’abbattimento di San Siro e alla costruzione del nuovo impianto i residenti del Municipio, perché vivrebbero anni d’inferno, prima di arrivare ad una sistemazione globale del quartiere. Hanno tutti ragione; resta il fatto che la vicenda è esemplare, per spiegare quanto sia difficile fare qualsiasi cosa in Italia, dove tutti vogliono tutto, ma nessuno è disposto a sacrificare qualcosa, in vista di un futuro migliore. L’idea olimpica per Milano 2000, con annesso un meraviglioso stadio immerso nel verde in zona Rho-Pero, era naufragata perché Moratti, che quella idea aveva promosso, esponendosi in prima persona, era stato lasciato solo. E c’era chi gridava allo scandalo, perché si voleva organizzare un’Olimpiade invece di costruire ospedali. L’Olimpiade non si è fatta è nemmeno gli ospedali. Avanti così e Milano perderà il nuovo stadio. Tutti a San Siro, ma per sentire qualcuno che canta.


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