#Fuoriporta, il ricordo dell’Odissea di 007 per arrivare allo stadio Delle Alpi
L’attore Sean Connery nel ruolo di James Bond

#Fuoriporta, il ricordo dell’Odissea di 007 per arrivare allo stadio Delle Alpi

Nella rubrica di Fabio Monti, la morte a 90 anni di Sean Connery e la sua passione per il calcio: tifoso prima del Celtic, poi dei Rangers. Per i quali raggiunse Torino in auto, partendo da Roma, per colpa di uno sciopero aereo

Addio a Sean Connery, l’agente 007 più famoso della storia, morto alle Bahamas, a 90 anni il 31 ottobre, grandissimo attore, con una infinita passione per lo sport: calcio, automobilismo, tennis. Lo conferma una storia dell’autunno di 25 anni fa. Mercoledì 18 ottobre 1995, la Juve gioca a Torino, stadio Delle Alpi, la terza partita del gruppo C di Champions League. Ha già battuto Borussia Dortmund e Steaua Bucarest, adesso è l’ora di affrontare i Rangers Glasgow, la squadra degli scozzesi di religione protestante. In tribuna, appare, elegantissimo nella sua giacca tweed grigia, anche l’agente segreto James Bond. Essere lì, a Torino, per lui scozzese di Edimburgo, dove è nato nel 1930, è un modo per testimoniare la sua amicizia nei confronti di David Murray, ricchissimo presidente del club dal 1988 (e fino al 2009) e il suo attaccamento ai Rangers, il club del quale è stato anche vice-presidente, nonostante un passato da simpatizzante del Celtic (la squadra cattolica di Glasgow), come da lui stesso confessato anche nella sua autobiografia. Non si può dire che il suo sia stato un viaggio semplice verso Torino. Arrivato a Fiumicino il giorno prima della partita, al momento di salire sull’aereo diretto a Caselle, ha scoperto che il volo serale era stato cancellato, per lo sciopero dei piloti dell’Alitalia. Seccato, ma deciso ad arrivare comunque alla meta, si è ben guardato dal noleggiare un aereo privato (si è sempre sentito molto scozzese), è salito su una Mercedes, con autista e si è infilato in autostrada: otto ore, con arrivo a destinazione nel cuore della notte. Niente cena al «Cambio», il ristorante frequentato un tempo da Cavour; giro per la città rimandato di qualche ora. Ma il peggio, per lui, sarebbe accaduto allo stadio: Juve in vantaggio per 3-0 dopo mezz’ora, un’autorete di Moore ad avviare il successo bianconero, prima delle reti di Conte e Del Piero; poi, nella ripresa, Ravanelli e l’autogol di Ferrara per fissare il risultato sul 4-1. Però siccome chi ha classe non perde mai la bussola, eccolo salutare tutti i presenti in tribuna, a cominciare dall’avvocato Agnelli. Grande amarezza, ma anche grande fairplay. Però a Glasgow per la partita di ritorno non si sarebbe fatto vedere. Ottima scelta: Rangers-Juve 0-4. Meglio il risultato dell’ultimo derby (17 ottobre): Celtic-Rangers 0-2.


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