#Fuoriporta, il Gala sarà anche Golden, ma la figura di Milano resta di tolla
Niente Golden gala all’arena di Milano

#Fuoriporta, il Gala sarà anche Golden, ma la figura di Milano resta di tolla

Nella rubrica di Fabio Monti, la neo-olimpica città meneghina senza l’Arena per l’atletica. Che ora punta dritto su Firenze o Napoli. Una sconfitta sportiva per il capoluogo lombardo, che già guarda ai Giochi con Cortina

Il 2019 è stato (anche) l’anno dell’assegnazione dei Giochi Olimpici invernale del 2026 a Milano-Cortina. Connubio logistico assai bizzarro e scelta della quale alcuni membri del Comitato olimpico internazionale, quelli che si sono espressi a fine giugno con voto segreto, pare si siano già pentiti, dopo aver analizzato nel dettaglio le distanze fra le sedi delle gare. Di certo sono preoccupatissimi i titolari dei diritti tv, per i costi di produzione che si annunciano stellari, sempre a causa della dispersione dei siti olimpici, che hanno trasformato i Giochi della neve in una serie di campionati del mondo in contemporanea. Giovanni Malagò e la sua squadra non hanno ancora finito di celebrare l’evento e di autocelebrarsi. Per ora si sono assicurati un posto al sole fino al 2026, fra cantori e violinisti entusiasti. Eppure anche in un anno in qualche modo storico, la grande Milano, la città di respiro europeo, dove tutto è perfetto, è riuscita a conservare la maglia nera in materia di impianti sportivi. A maggio la vecchia Arena avrebbe dovuto riaprire i battenti, con la pista rifatta, per riportare a Milano la grande atletica, quella del Golden Gala, tappa italiana della Diamond League, cinque anni dopo l’ultimo evento ospitato nell’impianto napoleonico. Di solito si corre, salta e lancia a Roma, stadio Olimpico, ma questa volta non è possibile, perché bisogna lasciare spazio alla preparazione delle partite dell’Europeo di calcio. Per Milano sarebbe stata un’occasione da cogliere al volo, visto che l’atletica resta l’unica disciplina davvero universale (come il calcio, che però ha bisogno di squadre). Invece anche per quest’anno non si vola. Impianto obsoleto, vecchio, inadeguato, anche se carico di storia e lavori iniziati in ritardo, dopo continui rinvii. Si gareggerà a Napoli oppure a Firenze. Inutile meravigliarsi, visto che Roberta Guaineri, assessora al Turismo, Sport e Qualità della vita, è un avvocato affermato ed è iscritta al Road Runners Club, ma sebbene corra forte, rema contro lo sport, del quale le sfuggono i concetti basilari. Succede così da quando si è insediata nell’estate del 2016. La storia più sconcertante riguarda però il XXV Aprile, il tempio del mezzofondo milanese: dopo un’attesa durata dieci anni, il piccolo impianto al coperto non può essere inaugurato, perché è tutto sbagliato, a cominciare dal tetto troppo basso in rapporto a chi si dedica al salto con l’asta (senza essere Bubka). Niente paura, però, l’inverno si annuncia mite, fra tre mesi è primavera e per il Golden Gala c’è la tv targata Rai. Non si paga.


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