#Fuoriporta, il calcio ha smarrito la serietà: il Monza che si gioca la B partendo da zero
L’allenatore dell’Atalanta, Gianpiero Gasperini, sceso in campo a Valencia con i sintomi (poi confermati dal test sierologico) del Covid-19

#Fuoriporta, il calcio ha smarrito la serietà: il Monza che si gioca la B partendo da zero

Nella rubrica di Fabio Monti i paradossi e i controsensi del pallone italico alle prese con l’emergenza coronavirus e le risposte a cui è chiamato. Con lo scenario che vedrebbe i biancorossi dover tornare in campo per inseguire daccapo la serie cadetta, dimenticando i 16 punti di vantaggio accumulati

In un calcio dove Gasperini racconta alla Gazzetta dello Sport di essere andato in panchina a Valencia, nonostante avesse i sintomi di Covid-19 (poi confermato dal test sierologico). In un calcio dove, dopo tre mesi di stop, la serie A riparte con un calendario, che è un oltraggio alla salute dei calciatori e a qualsiasi forma di buonsenso. In un calcio dove la ripresa è stata trasformata prima in questione economica e poi in battaglia politica (Gravina contro Malagò, e non solo). In un calcio dove il prossimo obiettivo è quello di allentare i controlli sanitari (quarantena ridotta a una settimana, stadi aperti anche se con capienza limitata) e senza nessuna regia centralizzata (ognuno per sé, così chi non ha interesse a fermarsi potrà nascondere un tampone positivo, trasformandolo in uno stiramento e viceversa). In un calcio di questo genere, non c’è da stupirsi del pessimo spettacolo che stanno offrendo le società di serie C. Un mese fa, 52 club su 59 si erano espressi per chiudere la stagione, senza riprendere l’attività, con le prime dei tre gironi (Monza, Vicenza e Reggina) promosse in B, insieme a una quarta, indicata nel Carpi, in base a calcoli meritocratici, con conseguente ira funesta di Bari e Reggiana. Il Consiglio federale non ha accettato la delibera dell’assemblea di Lega Pro, che in un Direttivo ha successivamente programmato almeno playoff e playout per chi è in grado di sostenerne i costi, con le prime tre subito promosse in B, e le ultime (Gozzano, Rimini, Rieti, Rende, Bisceglie) retrocesse in D. Tutto finito? No, perché molti medici hanno minacciato dimissioni, vista la difficoltà di seguire i protocolli indicati. Ma la presa di posizione ha avuto l’effetto di spingere dodici società, la maggioranza delle quali si era espressa per il blocco definitivo del campionato, con classifica cristallizzata a fine febbraio, a chiedere una nuova assemblea di Lega, da tenersi al mattino di lunedì 8 giugno, prima del decisivo Consiglio federale. Il presidente della Lega, Ghirelli, si è opposto, per una questione regolamentare; i club hanno diffidati la FIGC dal prendere decisioni sulla C nella riunione dell’8 giugno, con lettera inviata al ministro Spadafora e al presidente del Coni, Malagò. L’obiettivo è sfiduciare Ghirelli e allargare i playout e i playoff anche a chi dovrebbe già considerarsi retrocesso o promosso. In sintesi: il Monza (come Vicenza e Reggina) dovrebbe giocarsi la B (quattro posti disponibili), partendo da zero. Qualcuno ha ancora il coraggio di pensare che il calcio italiano sia una cosa seria?


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