#Fuoriporta: i semafori di Kensington High Street e i 50 anni dal primo rosso di Rattin
L’argentino Antonio Rattin

#Fuoriporta: i semafori di Kensington High Street e i 50 anni dal primo rosso di Rattin

La rubrica di Fabio Monti: l’invenzione dei cartellini di ammonizione ed espulsione compie mezzo secolo di vita. E tutto ebbe inizio con quell’incrocio a Wembley dopo la partita tra Inghilterra e Argentina

«Sei da cartellino rosso» oppure «Per ora ti do un cartellino giallo, ma alla prossima c’è il rosso». Due frasi che sono entrate da tempo nel linguaggio parlato. L’uso dei cartellini nel calcio (poi esportati ad altri sport, pallavolo, pallanuoto, hockey, judo) compie 50 anni. La prima volta risale al Mondiale 1970, in Messico, ma come ogni decisione della Fifa, prima di essere introdotta in forma ufficiale, era stata testata nelle serie minori britanniche un anno prima. L’idea era venuta all’arbitro inglese Kean Aston, famoso per aver consentito ogni tipo di scorrettezza in Cile-Italia 2-0 alla Coppa del mondo 1962. Prima dell’introduzione dei cartellini, l’arbitro avvisava il colpevole in un richiamo a voce: «Si ritenga ammonito» oppure «Si ritenga espulso». La svolta avviene sabato 23 luglio 1966, durante Inghilterra-Argentina (1-0) a Wembley, quarto di finale dell’edizione 1966. Al 33’, l’arbitro Kreitlein decide di espellere l’argentino António Rattin, che però si rifiuta di allontanarsi dal campo. Dice di non capire quello che gli vuol dire l’arbitro, pretende un interprete e se ne va dopo 11 minuti. Del resto, soltanto leggendo i pochi giornali usciti domenica 24 luglio, i fratelli Jack e Bobby Charlton scoprono di essere stati ammoniti. Ma la soluzione è già stata trovata. Tornando a casa da Wembley, Aston si ferma ad aspettare che uno dei semafori di Kensington High Street diventi verde e pensa: «Yellow: take it easy. Red: stop, you’re off». Ovvero: «Giallo: vacci piano. Rosso: basta, sei fuori!». Da quell’intuizione, una specie di uovo di Colombo, al via libera per dotare gli arbitri di un cartellino giallo per l’ammonizione e di uno rosso per l’espulsione passano quattro anni. La Federcalcio mondiale non è nemmeno convinta di avviare la fase sperimentale. Al Mondiale 1970, invece, la novità raccoglie consensi unanimi, perché il significato dei due colori diventa immediatamente comprensibile da giocatori, allenatori e spettatori. Il primo giallo è per un giocatore georgiano della nazionale sovietica, Asatiani, ammonito in Messico-URSS 0-0 (31 maggio 1970), mentre per veder sventolare il rosso bisogna aspettare il 14 giugno 1974, in Germania Ovest-Cile 1-0, quando l’arbitro turco Babaçan espelle Caszely per un fallo di reazione nei confronti di Vogts. Nel frattempo i cartellini erano stati adottati dalle varie federazioni naIonali e in Italia erano entrati in vigore a partire dalla stagione 1973-1974. Ultimi ad accettare questa novità? Risposta troppo facile: gli inglesi. Nel 1976-1977.


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