#Fuoriporta, i 93 anni e un piede nella fossa: San Siro, intercedi per il tuo stadio
Luci a San Siro: Inter e Milan per il futuro puntano a un impianto tutto nuovo

#Fuoriporta, i 93 anni e un piede nella fossa: San Siro, intercedi per il tuo stadio

Nella rubrica di Fabio Monti, le luci crepuscolari della “Scala del calcio”, inaugurato il 19 settembre del 1926. Concorrenza e ricavi: le due società hanno deciso di cambiare e puntare su un nuovo impianto, decretando l’agonia di una delle arene calcistiche più note al mondo.

Inaugurato il 19 settembre 1926, a 93 anni di età, lo stadio di San Siro ha scoperto di avere i giorni contati. Martedì 24 settembre, Inter e Milan presenteranno i due progetti per uno stadio tutto nuovo, avveniristico, tecnologico, in grado di ospitare 60-65 spettatori e di stravolgere il piano urbanistico della zona. I dirigenti dei due club hanno lasciato aperto uno spiraglio all’ipotesi di acquistare il vecchio stadio, ma è soltanto un gesto di cortesia nei confronti del sindaco Sala. La decisione è presa e si andrà avanti con un investimento di 1,2 miliardi di euro per uno stadio condiviso e utilizzato ancora dalle due squadre, una vera anomalia, questa, nel panorama europeo. È giusto abbattere San Siro e costruire un nuovo impianto nella stessa zona (ormai servita dalla metropolitana 5)? La risposta è difficilissima, perché qualsiasi sia la decisione finale (peraltro già presa), restano i pro e i contro sui quali si potrebbe discutere per mesi. Di certo San Siro, voluto dall’allora presidente del Milan Piero Pirelli, e venduto al Comune nel 1935, è un impianto vecchio, difficile da vivere (nonostante il frequentatissimo museo), che richiede lavori di ristrutturazione sempre più onerosi e mai completamente soddisfacenti. Il terzo anello, costruito per Italia 90, ne ha storpiato la meravigliosa architettura, con l’idea geniale delle rampe, visibili anche da lontano, invece delle scale, linea architettonica, nata il 26 maggio 1955, con l’inaugurazione del secondo anello. In più per le due società San Siro è un costo, mentre uno stadio di proprietà sarebbe una risorsa, una fonte di ricavi, ormai indispensabili per chi deve affrontare una concorrenza planetaria. Ma abbattere l’impianto significa cancellare il teatro dove Inter e Milan hanno firmato le imprese più belle della loro storia. Qui si è radicata la rivalità fra i due club e il fascino di San Siro è nei racconti di chi ci ha giocato e che non può dimenticare la paura della prima volta, di fronte al muro di gente che sta di fronte all’uscita del sottopassaggio. L’architetto Ulisse Stacchini, già progettista della stazione Centrale di Milano, quando ricevette l’incarico di realizzare San Siro, dove l’Inter per vent’anni si era rifiutata di giocare («noi siamo la vera squadra di Milano e giochiamo all’Arena in centro, in periferia ci vadano loro»), si preoccupò per la vastità dell’opera e chiese al presidente Pirelli: «Se dovesse passare la moda del calcio, cosa ne faremo di questo stadio?» La moda non è passata, ma è cambiato il calcio. E San Siro è diventato vecchio.


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