#Fuoriporta, Fignon come Bolt e Cova: lampi da campione come fulmine Leao
Rafael Leao, 21 anni, festeggia insieme a Sandro Tonali, 20, dopo il gol più veloce contro il Sassuolo

#Fuoriporta, Fignon come Bolt e Cova: lampi da campione come fulmine Leao

Nella rubrica di Fabio Monti, il gol più veloce di sempre dell’attaccante milanista, con un tempo paragonabile anche ad altre grandi imprese sportive. Dall’atletica al ciclismo, ecco cosa si può fare in quei 6 secondi e poco più per scrivere una pagina di sport destinata a fare storia

Nessuno come Rafael Leao. Il gol del portoghese del Milan al Sassuolo, arrivato dopo 6”76/100 dal fischio d’inizio dell’arbitro Mariani, è diventato il più veloce nella storia di quelli che sono considerati i cinque campionati più importanti d’Europa (Inghilterra, Spagna, Germania, Francia e Italia). Meglio del 7”22 di Joseba Llorente in Valladolid-Espanyol 2-1 (7’22”, 20 gennaio 2008); meglio, per restare un Italia, dell’8’01”di Paolo Poggi in Fiorentina-Piacenza 1-3 (2 dicembre 2001). In questo derby fra Milan e Inter, che ha acceso la prima parte del torneo), la rete di Leao ha ricordato, come sviluppo di azione, provata in allenamento, quella di Matteoli in Inter-Cesena 1-0, gol segnato dopo 13 secondi (palla a Matthæus, lancio lungo, testa di Serena, conclusione al volo di sinistro, 27 novembre 1988). Palla rasoterra per Leao, palla alta per l’interista, ma stesa volontà di non perdere a costruire il vantaggio, mentre oggi si predilige la costruzione dal basso, perché è di moda. Che cosa si può fare nello sport in 6”76/100. Molto, se il paragone è con l’atletica. Con questo tempo, al centesimo, Andrea Amici aveva vinto il titolo italiano al coperto dei 60 nel 1991 e Alessandro Orlando lo aveva copiato nel 1994, mentre il record italiano è migliore di 25/100: 6”51 di Michael Tumi (17 febbraio 2013). In 6”76/100, Usain Bolt ha costruito il suo successo nei 100 metri, con strabiliante record del mondo a Berlino (9”58): tanto gli era bastato per sbaragliare la concorrenza, e staccare Tyson Gay, che sarebbe arrivato secondo, mantenendo i 2”82/100 finali per mettersi in tasca il primato de globo (16 agosto 2009). Mondiale di Helsinki, 9 agosto 1983: a 6”76/100 dalla fine dei 10.000 metri, il brianzolo Alberto Cova, che undici mesi prima aveva vinto il titolo europeo, era ancora quinto, prima di perfezionare il suo irresistibile sprint negli ultimi 45 metri, mettendo in fila Schildauer, Kunze, Vaino e Shahanga e andando a prendersi l’oro. Il gol di Leao ha occupato lo stesso spazio temporale impiegato da Duplantis per superare nel salto con l’asta m 6,18, record mondiale al coperto (Glasgow, 15 febbraio 2020): 40 metri di rincorsa, imbucata, caricamento dell’asta, scavalcamento dell’asticella. Pochi centesimi dopo i 6”76/100, ecco l’atterraggio sui materassi, con il primato in tasca. Più lento il cubano Javier Sotomayor per battere il record mondiale dell’alto: m 2,45 (Salamanca, 27 luglio 1993) in 7”66/100, dall’inizio del rincorsa all’atterraggio. Nel ciclismo c’è chi ha perso un Tour de France, dopo 85 ore di corsa, per una manciata di centesimi in più: per otto secondi, nell’ultima tappa dell’edizione 1989, Laurent Fignon ha dovuto inchinarsi a Greg Lemond. A fronte di questa rapidità d’azione, sembrano un’eternità i 29” impiegati da Altobelli per entrare in campo dalla panchina e segnare il primo gol contro la Danimarca all’Europeo (Colonia, 17 giugno 1988, 2-0). Eppure allora si scrisse: Altobelli più veloce della luce.


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