#Fuoriporta, Fiasconaro e i suoi 70 anni: quel primato sugli 800 metri nato a Monza
Marcello Fiasconaro

#Fuoriporta, Fiasconaro e i suoi 70 anni:
quel primato sugli 800 metri nato a Monza

Nella rubrica #Fuoriporta il giornalista Fabio Monti ripercorre vita e carriera di Marcello Fiasconaro, che il 19 luglio compie 70 anni ed è stato recordman mondiale degli 800 metri.

Nei giorni in cui si celebrano i cinquant’anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, è giusto fare gli auguri a un campione che ha mandato sulla Luna l’atletica italiana. Il 19 luglio, Marcello Fiasconaro compie 70 anni, lui che è nato a Città del Capo sotto il segno del Cancro nel 1949, figlio di Gregorio, siciliano di Castelnuovo, diplomato al Conservatorio di Genova, baritono e pilota di aereo, abbattuto dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale nei cieli dell’Africa Orientale e prigioniero in Sudafrica e di Babel Marie, appartenente alla nobile dinastia belga dei Brabant, prima indossatrice e poi infermiera volontaria all’ospedale di Pietermaritzburg, dove aveva conosciuto Gregorio.

Il giorno dell’«allunaggio» atletico, grazie all’impresa di Fiasconaro, è quello di mercoledì 27 giugno 1973, con il record del mondo negli 800, nella seconda giornata di Italia-Cecoslovacchia all’Arena di Milano. Il tempo straordinario (1’43”7, 6/10 di miglioramento rispetto al vecchio limite, gara corsa in testa dal primo all’ultimo metro) continua a essere a distanza di 46 anni primato italiano. Fare gli auguri a Fiasconaro è anche un modo per ricordare un interprete geniale e coraggioso di quella che allora era stata ribattezzata «atletica spettacolo», approdato in Italia nel giugno 1971, vice-campione d’Europa a Helsinki il 13 agosto di quell’anno nei 400 metri, bronzo due giorni dopo nella 4x400, passato alla doppia distanza con esordio italiano il 25 aprile 1972 a Bergamo, sotto il diluvio (1’47”7).

È stato lui a fare da apripista ad Alberto Juantorena, il cubano capace di realizzare l’accoppiata d’oro 400-800 ai Giochi di Montreal 1976, migliorando il primato mondiale dell’azzurro. A rendere breve la carriera di Fiasconaro (175 gare, dal 7 novembre 1970 al 13 giugno 1976, come ricostruito dall’enciclopedico Gianfranco Colasante sul sito www.sportolimpico.it) sono stati I problemi ai tendini, iniziati dopo il record mondiale al coperto dei 400 (46”1, 15 marzo 1972, Genova), che lo avrebbero costretto a saltare i Giochi di Monaco. La sua corsa potente, la pratica traumatica del rugby a inizio carriera (con un finale anche a Milano con la Concordia), la voglia di non risparmiarsi mai non lo hanno certo aiutato.

Gli allenamenti al parco di Monza in qualche modo avevano giovato alla salute tendinea, e forse avrebbe dovuto insistere con la corsa sui prati (come faceva in Sudafrica), ma la grandezza di Fiasconaro è stata proprio nel suo modo tutto anglosassone di intendere lo sport. Quello che non esiste più.


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