#Fuoriporta, fase 2 come il Dopoguerra: tra Coppi e il calcio diviso tra nord e sud
Gino Bartali e Fausto Coppi al Tour de France del 1949

#Fuoriporta, fase 2 come il Dopoguerra: tra Coppi e il calcio diviso tra nord e sud

Nella rubrica di Fabio Monti la ricostruzione sportiva di questi giorni e la similitudine con quel che si visse all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale. Tra incertezze e difficoltà, gli esempi del calcio e del ciclismo

Se la pandemia da coronavirus è la terza guerra mondiale, ora che si parla di fase 2, è possibile ricordare come lo sport si era rimesso in moto dopo il 25 aprile 1945. La prima immagine è quella di Fausto Coppi che, appena tornata la pace, incurante dei pericoli, risale in bici la penisola da Napoli fino a Castellania, il suo paese: 800 km in cinque giorni. È reduce da 23 mesi di prigionia in un campo di lavoro algerino, ha 25 anni, ha vinto il Giro del 1940, è primatista dell’ora e, rientrato in nave, dall’11 novembre 1944 è l’attendente del tenente inglese Ronald Smith Towell della Royal Air Force, a Palazzo Antonucci a Caserta. In un blitz a Napoli, ha incontrato Gino Palumbo, futuro direttore della «Gazzetta», nella redazione del giornale «La Voce»: «Vorrei riprendere a correre, ma ho soltanto una bicicletta militare con le gomme piene, che mi riempie di dolori. Il suo giornale mi può aiutare?» Palumbo non perde tempo e titola: «Date una bicicletta a Fausto Coppi». Rispondono in tre. Viene scelta l’offerta di Giuseppe D’Avino, un falegname di Somma Vesuviana, che regala una Legnano da corsa, color verde oliva. E a fine aprile è a casa. Il campionato di calcio ricomincia il 14 ottobre 1945, dopo due stagioni senza un vero torneo. Le comunicazioni sono precarie e allora bisogna dar vita a due gruppi: il campionato Alta Italia (14 squadre) e quello del Centro Sud (11 squadre). Il Torino, vincitore nel 1943, esordisce con una sconfitta nel derby, ma riconquista lo scudetto, arrivando primo nel girone finale (otto squadre), davanti a Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma, Pro Livorno e Bari: 40 partite, 30 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte, 108 gol segnati e 32 subiti. Si gioca fino al 28 luglio 1946. Il Monza chiude ottavo nel girone E della Lega Alta Italia di Serie C. Torna in campo anche la nazionale, è l’11 novembre 1945: nessuno vuole affrontare la selezione di un Paese sconfitto, ci pensa la neutrale Svizzera; a Zurigo finisce con un insolito 4-4, il c.t. è ancora Vittorio Pozzo e manda in campo sette giocatori del Torino. Giulio Onesti, chiamato a sciogliere il Coni come commissario, lavora per tenere in vita l’ente. Vincerà la sfida e m’nel 1946 verrà eletto presidente (fino al 1978).


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