#Fuoriporta, è la Serie B che vuole Monza: serve un nuovo traino per il rilancio
Tommaso Morosini, neo acquisto del Monza, durante la partita di Novara. Dal suo tiro è nato il gol di Finotto

#Fuoriporta, è la Serie B che vuole Monza: serve un nuovo traino per il rilancio

Nella rubrica di Fabio Monti, i benefici che i biancorossi potranno portare alla serie cadetta, che dopo la ripartenza con il format a 20 squadre, continua a essere la più penalizzata d’Europa nei conteggi economici dei contributi

Questione di ore e il pallone riprenderà a rotolare anche in serie B, dopo la lunga pausa invernale. Inizia il girone di ritorno, chiusura il 14 maggio, poi playout e playoff. Visto il ritmo da Liverpool, che continua a tenere la squadra di Brocchi, è facile ipotizzare che questa sia l’ultima volta della B senza il Monza, con tutta la carica innovativa, che porta con sé. Lo stato di salute dei club presieduto dal presidente Mauro Balata (in carica dal 23 novembre 2017) non è entusiasmante, così come la media spettatori (7.296 a partita) e il numero degli abbonamenti (81.925). Dal prossimo anno, ci sarà il Var, per rimediare (forse) a direzioni arbitrali al momento insoddisfacenti, con errori anche grossolani. La Lega di B, ripartita con il format di 20 squadre, dopo l’imbarazzante campionato precedente con 19, causa il fallimento di Avellino, Bari e Cesena, è più che mai alla prese con persistenti difficoltà economiche. Dalla sede di via Rossellini a Milano, si insiste su una mutualità giudicata la più penalizzante d’Europa, perché ferma al 6% di contributi di sistema, contro il 20% che la Bundesliga 2 riceve dalla Prima divisione tedesca, mentre Premier League e Ligue 1 versano alle loro serie B tra il 10 e il 19% dei ricavi. La Lega spagnola cede il 13,5% dei diritti tv e il 40% del marketing associativo. Si è parlato della disponibilità ad aprire un tavolo con la serie A per migliorare i rapporti economici fra le Leghe, ma per ora si è ancora nella fase progettuale. Nonostante il giro di affari sia cresciuto di 23 milioni, toccando nell’ultimo esercizio quota 151 milioni di euro di fatturato e un incremento dell’80% dei ricavi commerciali, la serie B ha assoluta necessità di crescere e di sviluppare il proprio marchio, per aumentare risorse che, al momento, appaiono insufficienti, anche se il numero bloccato a 20 squadre dovrebbe garantire una maggiore sostenibilità alle società. E in questo senso, il Monza, con l’esperienza di Adriano Galliani e la volontà di investire da parte della famiglia Berlusconi per arrivare rapidamente in serie A, possono rappresentare un traino significativo per tutta la categoria. I numeri dicono che la B è un serbatoio indispensabile per il movimento calcistico giovanile, con il 75% di italiani e il 28% degli Under 21: stagione 2018-2019, sono stati 32 i giocatori convocati nelle differenti nazionali e in questa annata, si è già arrivati a 22. Le idee ci sono, con undici realtà commerciali che aiutano ad incrementare i ricavi, ma la strada da percorrere è ancora lunga. E in salita.


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