#FuoriPorta: ciclismo, il centenario del Campionissimo
Fausto Coppi, a destra, con l’amico-rivale Gino Bartali

#FuoriPorta: ciclismo, il centenario del Campionissimo

La rubrica di Fabio Monti tratteggia la figura di Fausto Coppi, nato un secolo fa e icona del ciclismo mondiale. Era un “amico” della Brianza, che visitò più volte. Omaggio al Campionissimo alla vigilia del Giro d’Italia numero 102

Quello che parte sabato 11 maggio da Bologna e che si chiuderà il 2 giugno all’Arena di Verona (21 tappe, 3.578,8 chilometri) sarà un Giro d’Italia, nel nome e nel segno di Fausto Coppi. Il 15 settembre saranno passati cent’anni dal giorno della nascita del Campionissimo e sono trascorsi settant’anni dalla stagione della sua prima accoppiata Giro-Tour, con in più Sanremo (terza volta), Lombardia (quarto successo consecutivo) e titolo mondiale dell’inseguimento (il secondo). Un’annata benedetta. Senza dimenticare che era stato il Giro a consacrarne il talento, nove anni prima, quando il ragazzo della Legnano, partito come gregario di Bartali, era riuscito ad arrivare all’Arena di Milano in maglia rosa.

Era il pomeriggio di domenica 9 giugno 1940 e il giorno dopo l’Italia sarebbe entrata in guerra. Il Giro, arrivato all’edizione n. 102, come quello di un anno fa, ha deciso di ignorare la Brianza storica, dimenticando che cosa abbia significato negli anni questa terra per chi ama la bici e i suoi interpreti: questi sono tempi in cui il passato sembra essere soltanto un peso, del quale sbarazzarsi in fretta e non un tesoro da custodire, per crescere e migliorare. Nel mare di indifferenza collettiva, è riuscito a trovare un suo spazio almeno il ricordo di Coppi. Il 21 maggio il Giro arriva a Modena, dove Fausto aveva indossato per la prima volta la maglia rosa (29 maggio 1940), dopo aver stupito tutti sull’Abetone; il 22 maggio, la corsa rosa farà tappa a Novi Ligure, a 18 chilometri da Castellania, dove Coppi era nato.

E da Novi era partita la fuga solitaria nella Sanremo del 19 marzo 1946, quella vinta con 14’ di vantaggio, con l’annuncio radiofonico: «In attesa del secondo arrivato, trasmettiamo musica da ballo». Il 23 maggio, si correrà la Cuneo-Pinerolo, senza però i cinque colli, di quella che è ricordata come la più leggendaria impresa del Campionissimo.

E poi il 26 maggio, la tappa da Ivrea a Como sarà l’occasione per ricordare le imprese coppiane sulle strade del Lombardia, anche se il muro di Sormano sarebbe stato introdotto soltanto nel 1960, un’idea di Vincenzo Torriani e Bruno Raschi, allora inviato della Gazzetta dello Sport, avallata dalla benedizione di Fiorenzo Magni. Così, a 59 anni dalla morte (2 gennaio 1960), sembrerà di vedere Coppi riaffacciarsi in mezzo alla carovana e sarà un modo per fermare il tempo, magari per un solo attimo.


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