#Fuoriporta: c’erano una volta i Giochi della Gioventù
Gare giovanili di atletica leggera (Foto by Foto di Fabrizio Radaelli)

#Fuoriporta: c’erano una volta i Giochi della Gioventù

Fabio Monti nella sua rubrica ricorda il 50° anniversario della prima edizione dei Giochi della Gioventù, che avvicinarono generazioni di giovani all’attività sportiva. Un’esperienza fondamentale che si è persa nel tempo, complice il disinteresse della scuola per lo sport.

Si parla molto (non sempre a proposito) di sport nella scuola, di idee nuove e di grandi cambiamenti, e non soltanto perché il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, è laureato in «Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate», come recita il suo curriculum. Si parla sempre di un «futuro migliore», ma qui di migliore, per ora, c’è soltanto il passato. Perché il 29 giugno 1969, cinquant’anni fa, si celebrava a Roma la fase finale dei Giochi della Gioventù, iniziativa di promozione sportiva davvero rivoluzionaria, voluta e promossa da Giulio Onesti, allora presidente del Coni e varata durante il 29° Consiglio nazionale del 3 settembre 1968, dopo un «concreto dibattito» (i contrari temevano una riproposizione in stile fascista). Una mini-Olimpiade aperta a ragazzi e ragazze appartenenti a scuole, società sportive, centri di addestramento giovanili Coni e Olimpia, Enti di propaganda, gruppi aziendali, associazioni varie. Nessun obbligo di tesseramento alle federazioni, ma soltanto documento di identità e certificato medico di idoneità fisica.

Alla fase finale partecipano 4.118 giovani, in rappresentanza di 5.509 comuni, usciti da una base di 2.400.000 partecipanti alle fasi locali e dai 597.482 concorrenti delle fasi provinciali. L’inaugurazione è solenne, in perfetto stile olimpico, con la sfilata aperta dalla squadra di Agrigento e chiusa da quella di Viterbo. Il giuramento tocca a Paola Tofano, 13 anni, che ha vinto i 60 metri nella fase provinciale di Roma. «Noi promettiamo di essere fedeli allo sport, partecipando con l’entusiasmo della nostra età e lo spirito di Olimpia».

La macchina organizzativa del Coni è guidata da Virgilio Tommasi, Marco Vivaldi e Vincenzo Vittorioso, con il supporto decisivo dei maestri dello Sport (Roberto Fabbricini, Tullio Paratore, Michele Maffei e Giancarlo Guerrini). I Giochi sono stati una festa per molti (il viaggio a Roma, le gare, la scoperta di un mondo) e il trampolino di lancio per altri, a cominciare da Maurizio Damilano e Gabrielle Dorio, che poi avrebbero vinto i Giochi olimpici, per continuare con Giuseppe Giannini e Maurizio Fondriest. La manifestazione, divenuta anche invernale (Paola Magoni fra i vincitori) con il tempo ha perso forza.

L’ultima edizione è storia di 23 anni fa; c’è stato un tentativo estremo di riproporre la manifestazione nel 2007, con una edizione riservata solo alle scuole medie di primo grado e senza più la fase nazionale, che non ha avuto successo, a parte lo slogan molto efficace: «Tutti protagonisti, nessuno escluso». Poi, silenzio.


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