#Fuoriporta, Boniperti e gli ingaggi tagliati: tra la foto di Curi e i fischi a Rossi e Tardelli
La celebre esultanza di Tardelli, a destra, con la Nazionale. Accanto a lui, Oriali e Gentile

#Fuoriporta, Boniperti e gli ingaggi tagliati: tra la foto di Curi e i fischi a Rossi e Tardelli

Nella rubrica di Fabio Monti, il tema attuale degli stipendi ridotti dei calciatori nei precedenti vissuti con la Juventus. Dallo scudetto perso all’ultima giornata a Perugia, che premiò i cugini del Torino, fino al disappunto nei confronti dei freschi reduci del Mundial dell’82

Il dibattito sul taglio degli stipendi pallonari al tempo di Covid-19 riporta alla memoria figure storiche. Ad esempio, quella di Giampiero Boniperti. Quando ancora i giocatori erano proprietà del club e i procuratori non esistevano, il presidente juventino aveva l’abitudine di salire al mattino, a Villar Perosa, dove la squadra era un ritiro precampionato e, prima di sera, aveva definito gli ingaggi di titolari e riserve (non più di diciotto). Il rituale viene confermato anche nell’estate 1976, con un particolare non irrilevante: il 16 maggio, la Juve, perdendo all’ultima giornata a Perugia, ha dato l’addio definitivo allo scudetto, facendosi rimontare dal Torino, che alla mattina del 21 marzo era staccato di cinque punti. Il giocatore, che entra nella camera (normalissima, niente suite, non è il tipo) occupata dal presidente, scopre che sulla scrivania è esposta una foto del gol segnato da Curi a Perugia. La comunicazione è univoca e telegrafica: «La cifra del tuo nuovo contratto è questa. Auguri e saluta a casa». Se qualcuno manifesta un leggero dissenso causa decurtazione della cifra rispetto all’anno prima, il presidente replica, indicando la foto: «Eri qui a Perugia? E vorresti l’aumento? Ne riparliamo fra un anno, se vincerete qualcosa. Ciao». Ma Boniperti ha cavalcato anche situazioni per lui più complicate. In tempi già diversi, agosto 1982, deve fare i conti con sei campioni del mondo (che a maggio hanno vinto lo scudetto), più Bettega (Platini e Boniek, appena acquistati sono già a posto). Alla fine della giornata, non firmano in quattro: Rossi, Gentile, Tardelli e Osti. Le parti restano distanti, i quattro non possono giocare l’amichevole di Casale del 12 agosto, ma Boniperti si mette d’accordo con i dirigenti locali, perché premino con una medaglia i sei campioni del mondo bianconeri. Vengono chiamati uno per uno e quando tocca ai tre dissidenti, piove dagli spalti una bordata di fischi incredibile, a un mese appena dal trionfo di Madrid. La storia dura fino alla sera del 19, quando i quattro vengono convocati in sede e firmano il contratto. Boniperti annuncia: «Hanno fatto bene a pensarci qualche giorno». Va male a Carlo Osti, che, nonostante la firma, a novembre viene ceduto all’Avellino. Dura lex, sede lex.


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