Fuori Porta: Var e arbitri, il caos è completo
Arbitro e proteste - foto d’archivio

Fuori Porta: Var e arbitri, il caos è completo

Gli errori di Abisso in Fiorentina-Inter sono solo la punta dell’iceberg. Il vero problema è la preparazione degli arbitri: il successo della tecnologia nel calcio è legato al miglioramento tecnico e qualitativo dei “fischietti” italiani

La disastrosa Fiorentina-Inter diretta dall’arbitro Rosario Abisso, 33 anni, imprenditore nel settore dell’arredamento, riporta di attualità l’inadeguata preparazione dei fischietti italiani di ogni ordine e grado. Quelli in campo e quelli davanti alla tv. In Lega Pro si susseguono decisioni tecniche sconcertanti, come ha potuto sperimentare direttamente il Monza nelle 28 partite di campionato fin qui giocate. Nella serie B, ormai condannata all’irrilevanza mediatica, è anche peggio: arbitri che non sanno decidere oppure che sbagliano in maniera evidente, non appena si alza il grado di difficoltà della gara. Il meglio lo offre sempre la serie A, dove tra Var e non Var, il caos è completo.

Ex arbitri e designatori famosi, come Paolo Casarin, insistono nel cercare di dare un’interpretazione sociologica del perché i direttori di gara in campo siano poco propensi ad ascoltare le indicazioni del collega piazzato davanti alla tv. Si sentono (o si sentirebbero) dimezzati nel loro potere di decidere il corso di un match. Forse la spiegazione è più semplice di quello che appaia. Da queste parti si direbbe: in minga bun.

Da questo punto di vista, il lavoro di Rizzoli, alla seconda stagione da designatore della serie A, sta dando risultati a dir poco modesti. Non si capisce chi ne ispiri il lavoro e quali siano I rapporti con l’ingombrante presidente dell’Aia, Nicchi. Costui, in carica dal 2009, ha ottenuto che cambiassero le norme per ottenere un terzo mandato nel 2016 (più di un presidente degli Stati Uniti), ha minacciato sconquassi nel caso in cui fosse stata tolta la rappresentanza arbitrale nel consiglio della Federcalcio (2018), interviene su tutto e quasi sempre contro tutti quelli che si permettono di avanzare dubbi sulla bontà del loro operato, salvo scegliere la linea del silenzio sui fatti di Firenze.

Mandare Abisso, che tutti assicurano essere un potenziale talento, rimasto fin qui inespresso, è stato un azzardo, per di più inutile. E questi sono i risultati. Quanto ai sostenitori del Var a tutti i costi, bisognerebbe ricordare loro che non si può stare fermi per tre minuti per verificare se vi sia o no un fuorigioco (di millimetri), quando non si vede esattamente l’attimo in cui parte il pallone. E che una partita di pallone non può durare 108’ (compresi i tre minuti del primo tempo). Le regole attuali sono molto complicate, e quelle in arrivò sul fallo di mano si annunciano anche peggio, ma gli arbitri (tutti, anche quelli stranieri) sono davanti a un bivio: o migliorano oppure fra non molto saranno sostituiti dai registi delle tv.


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