Fuori porta, la farsa Pro Piacenza: Monza, affrettati a salutare la C
Lucas Paqueta e Adriano Galliani al Brianteo

Fuori porta, la farsa Pro Piacenza: Monza, affrettati a salutare la C

In serie C esclusione dal campionato del Pro Piacenza (girone A), decisa lunedì 18 febbraio dal giudice sportivo, dopo il 20-0 di Cuneo, con stravolgimento della classifica. Il commento di Fabio Monti.

C’è una ragione di più, come canterebbe Ornella Vanoni, perché il Monza cerchi con tutte le sue forze di afferrare la promozione in B: abbandonare l’inferno tossico della serie C. L’esclusione del Pro Piacenza (girone A), decisa lunedì 18 febbraio dal giudice sportivo, dopo il 20-0 di Cuneo, con successiva esclusione dal campionato decisa dai vertici federali e stravolgimento della classifica, è l’ultimo episodio di una situazione che dovrebbe indurre chi guida la Federcalcio a rivoluzionare i format dei campionati. La serie C aveva 90 squadre e si è autoridotta a 60, ma è evidente che occorre scendere ancora se si sono visti le seguenti penalizzazioni per illeciti amministrativi (traduzione: non ci sono soldi per stipendi e annessi): 42 punti in meno al Matera, escluso dal campionato, così come il Pro Piacenza; 16 alla Lucchese e 15 al Cuneo, che continuano a giocare.

E ancora: 2 punti in meno a Reggina (che ha rischiato di sparire) e Rieti; uno in meno a Arzachena, Triestina, Juve Stabia, Trapani e Siracusa. Senza contare I 15 punti all’Akragas nel 2017-2018, con conseguente fallimento del club, ripartito dalla Promozione. Nel freschissimo caso del Pro Piacenza, con annessa farsa di Cuneo, che ha fatto il giro d’Europa, in tanti hanno parlato, per scaricarsi la coscienza, ma nessuno può dirsi in odore di santità. La Co.vi.soc., che, come dice la sigla stessa, dovrebbe vigilare sulla salute economica-finanziaria delle società, si deve essere distratta in estate, se ha dato il via libera all’iscrizione al campionato di un club, reduce da un passaggio di proprietà poco trasparente; il commissario della FIGC, Roberto Fabbricini, non ha raccolto l’allarme dell’allora presidente della Lega di C, ora presidente federale, Gabriele Gravina, che avrebbe voluto norme più severe con effetto immediato; il n. 1 attuale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, si è molto indignato, dimenticando che la Lega da lui presieduta ha accettato che venissero rinviate ben sette partite del Pro Piacenza, prima dell’orribile spettacolo di Cuneo.

E c’è chi ha indicato nel presidente della Lazio e azionista di maggioranza della Salernitana, Claudio Lotito, il grande vecchio, perché avrebbe spinto Maurizio Pannella, n. 1 della Seleco, sponsor di Lazio e Salernitana, a prendere il Pro Piacenza, promettendogli chissà quale tipo di appoggio. Ora Pannella, che in estate aveva promosso una campagna acquisti faraonica, continua a ripetere di essere stato lasciato solo. Se questo è il quadro, il Monza in C è un non-senso. Urge promozione. Stop.


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