Fuori porta: il Trap e i suoi 80 anni intrecciati a San Patrizio e alla Brianza
Giovanni Trapattoni, qui simpaticamente in panchina a Desio

Fuori porta: il Trap e i suoi 80 anni intrecciati a San Patrizio e alla Brianza

Il giornalista Fabio Monti ripercorre la strada da Varedo all’Irlanda, passando per i social. Il Giuann Trapattoni di Cusano Milanino festeggia il compleanno nel giorno di Milan-Inter. E il nastro della sua esperienza in panchina si riavvolge, passando anche da Carate Brianza.

Domenica 17 marzo, giorno di San Patrizio e di Milan-Inter, Giovanni Trapattoni taglia il traguardo degli 80 anni. A 10, sognava di diventare un calciatore; a 20, era a metà strada tra la prima volta con il Milan in gare ufficiali (29 giugno 1958, 4-1 al Como) e l’esordio in A (con febbre, 24 gennaio 1960, 3-0 alla Spal); a 30, era prossimo a vincere la sua seconda Coppa dei campioni in rossonero (4-1 all’Ajax); a 40, sulla panchina della Juve, con due scudetti e una Coppa Uefa già in bacheca, era sul punto di conquistare la Coppa Italia; a 50, eccolo di corsa verso lo scudetto dei record con l’Inter (58 punti); a 60, sognava ancora il titolo a Firenze; a 70, si preparava a pareggiare con l’Italia nelle qualificazioni al Mondiale 2010, da c.t. dell’Irlanda.

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A 80 anni, dopo il veto assoluto a tornare in panchina da parte della signora Paola, sposata nel 1964, è sbarcato sui social e ha pure un proprio sito internet (www.iltrap.it), perché «l’opportunità dell’uomo è il futuro». Trapattoni è nato a Cusano e vive a Milanino, ma si è sempre sentito un prodotto della Brianza, «mezza agricola e tre quarti industriale» e dalla Brianza è passata una fetta della sua storia. È a Varedo che il padre, Francesco, dopo aver osteggiato in tutti i modi i sogni calcistici del figlio, capisce che dovrà rassegnarsi di fronte alla realtà, dopo essere andato a vederlo di nascosto in un’amichevole del Milan, dove tutti parlano bene del ragazzo. Quella rossonera diventa in fretta la seconda casa del Trap. Lì c’è Noletti, anche lui di Cusano e c’è Salvadore, ma c’è soprattutto Gigi Radice, più vecchio di quattro anni, che vive a Cesano Maderno; è già titolare nel Milan e un giorno gli dice: «Ho visto che stai dalle mie parti, ti accompagno a casa io», su una 500, che in quel momento diventa una fuoriserie.

E in Brianza, il Trap ha messo a segno uno dei migliori colpi della sua carriera, vincendo «una scommessa personale»: Moreno Torricelli, segnalato dal d.s. del Verona, Franco Landri, preso a 22 anni nel 1992 per 50 milioni di lire e bianconero per sei stagioni. Gioca nella Caratese, lavora come falegname in un mobilificio e Boniperti è a dir poco scettico. Tre amichevoli contro Pro Vercelli, Vicenza e Ancona servono a far cambiare idea anche al presidente. E nel 1998 Trapattoni lo porta con sé a Firenze, una piazza dove è riuscito a compiere un miracolo: «Invece di fischiarmi, la curva Fiesole, la più anti-juventina del globo, mi applaudì già al primo giorno». Onore al merito.


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