#FuoriPorta, gli 80 anni di Berruti: il più grande atleta italiano di sempre
Il successo di Livio Berruti sui 200 metri alle Olimpiadi del 1960

#FuoriPorta, gli 80 anni di Berruti: il più grande atleta italiano di sempre

Nella rubrica di Fabio Monti il nuovo traguardo dell’uomo che passò alla storia con un doppio record mondiale a distanza di due ore e cinque minuti ai Giochi di Roma: domenica, per lui, il compleanno in cifra tonda

Domenica 19 maggio, Livio Berruti taglia il traguardo degli ottant’anni ed è pronta per lui una grande festa, organizzata dall’Isef di Torino, la città dove è nato, ha studiato (liceo classico Cavour) e ha cominciato a correre. La vittoria nei 200 metri all’Olimpiade di Roma, con un doppio record mondiale a distanza di due ore e cinque minuti (semifinale e finale, 20”5) ne fanno il più grande atleta della storia dello sport italiano. Così magnifica la sua impresa nell’unica edizione dei Giochi estivi ospitata dall’Italia che in molti confondono la data del compleanno di Berruti con il 3 settembre, il sabato dell’oro olimpico nel 1960. «Così io ricevo gli auguri di compleanno con cento giorni di ritardo», perché quando si dice Berruti si pensa a quel pomeriggio romano, nel quale la corsa di un uomo ha rasentato la perfezione. Eppure nei pensieri di Livio il grande c’era spazio anche per immaginare una diversa carriera sportiva. Il sogno adolescenziale era quello di diventare un grande tennista e le qualità c’erano tutte, prima che fosse l’atletica a cambiarne il destino.

Poi è arrivato l’automobilismo. Nel 1961, un anno dopo Roma, era andato all’autodromo di Modena a scuola da Piero Taruffi, grandissimo pilota, vincitore dell’ultima Mille Miglia, ideatore del circuito di Vallelunga, e Berruti era stato il più rapido degli allievi del corso, anche aveva ripetuto al volante la meraviglia della curva disegnata nei 200. Così, un giorno, dopo avergli spiegato che «la guida è arte, non sprezzo del pericolo», Taruffi gli aveva fatto pilotare la Maserati con la quale Fangio era diventato campione del mondo. Berruti avrebbe forse scambiato un quinto della medaglia olimpica per correre un gran premio d’Italia, sulla pista di Monza, in qualche modo la sua terra promessa. Sembra impossibile che Berruti stia per compiere 80 anni, perché per tutti è sempre quello che ventunenne esce per primo dalla curva dell’Olimpico e va a vincere l’oro più bello. E che adesso dice: «I miei 80 anni non sono il punto d’arrivo di una lunga volata vissuta con tante sfide al destino, ma di una ripartenza. È importante guardare sempre avanti. Un’occhiata al passato è utile, ma l’obiettivo è quello di superare le proprie colonne d’Ercole. Io cerco di affrontare l’ignoto con la curiosità che ha connotato tutta la mia avventura sportiva. Che non è più una corsa di 200 metri, ma una maratona. Quando perdi la curiosità diventi irrimediabilmente vecchio. E io questa curiosità non l’ho ancora persa».


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