Top 500+ 2018: la top 10 della classifica delle aziende di Monza e Brianza VIDEO - FOTO
Monza Top 500+ 2018: i relatori della tavola rotonda (Foto by Fabrizio Radaelli)

Top 500+ 2018: la top 10 della classifica delle aziende di Monza e Brianza VIDEO - FOTO

FOTO - VIDEO Le interviste - Rivedi la diretta - VAI ALL’EDICOLA DIGITALE - Presentata in Villa reale a Monza la Top 500+ in edicola con il CittadinoMb giovedì 6 e sabato 8 dicembre. La ricerca coinvolge 800 aziende con ricavi che vanno da 3,2 miliardi a 8,5 milioni di euro per un fatturato complessivo record. La top 10 e i protagonisti.

Ottocento aziende con ricavi che vanno da 3,2 miliardi a 8,5 milioni di euro per un fatturato complessivo record di 48,2 miliardi euro. Sono le realtà imprenditoriali della provincia di Monza e Brianza che popolano la classifica Top 500+ edizione 2018, presentata lunedì in Villa reale a Monza e in edicola con il CittadinoMb giovedì 6 e sabato 8 dicembre ( VAI ALL’EDICOLA DIGITALE )

La fotografia di un tessuto imprenditoriale vivo e dinamico che deve fare i conti col rallentamento del contesto macroeconomico globale.

La classifica si apre con sei aziende “top performer”, ovvero con un fatturato superiore al miliardo di euro: Esprinet S.p.A. (con sede a Vimercate), BASF Italia S.p.A (Cesano Maderno), STMicroelectronics S.r.l. (Agrate Brianza), Decathlon Italia S.r.l. (Lissone), Candy S.p.A (Monza), Roche S.p.A (Monza).
Seguono, con poco distacco e a completare la top ten, le altre quattro aziende - queste radicalmente e storicamente legate al territorio - con fatturati compresi tra 850 e 660 milioni di euro: Gruppo Fontana di Veduggio con Colzano, SOL S.p.A di Monza, Vender S.p.A di Brugherio e la new entry nella top ten 2018 Agrati S.p.A di Veduggio.

Presenti all’evento di presentazione il sindaco di Monza Dario Allevi (che nel suo intervento ha sottolineato ancora l’importanza strategica per il territorio del prolungamento della metropolitana a Monza), Carlo Edoardo Valli (vicepresidente di Camera di Commercio Mi, MB, Lodi), Valeria Negri (Centro studi di Assolombarda) e Francesco Ferrara (Pwc Italia) che hanno presentato la metodologia della ricerca.

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti, Andrea Dell’Orto (presidente del presidio territoriale e vicepresidente di Assolombarda), Luca Manzoni (responsabile corporate di Banco Bpm), Fabrizio Sala ( vicepresidente di Regione Lombardia) e Giovanni Andrea Toselli (amministratore delegato di Pwc Italia) hanno commentato e approfondito i dati nella tavola rotonda, al presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, sono state affidate le conclusioni. Il tutto sotto la regia del chairman Antonio Calabrò, vicepresidente di Assolombarda e presidente dell’Editoriale il Cittadino, che ha moderato la serata.

Tra il pubblico rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente della Provincia Roberto Invernizzi, delle forze dell’ordine, delle imprese e anche Adriano Galliani, ad del Monza.

Tornando ai numeri, i risultati dell’analisi sulle prime 50 posizioni, che da sole sommano oltre il 54% del fatturato complessivo del ranking, confermano la vocazione del territorio: ben 35 appartengono al manifatturiero a conferma della vocazione produttiva di un territorio fortemente internazionalizzato: Monza e Brianza nel 2017, infatti, ha esportato beni per un valore di oltre 10 miliardi di euro.

«I numeri di questa ricerca confermano ancora una volta la forza e il successo dell’intraprendenza brianzola e l’attrattività di questo territorio. Un mix molto diversificato che ha quattro caratteristiche comuni e diffuse: MOL, investimenti ed export molto più elevati della media italiana, e posizione finanziaria netta molto solida. Sono tutte caratteristiche che consentono di realizzare risultati straordinari. Ma non bastano. Chiediamo a noi tutti di poter operare in un ecosistema favorevole, fatto di sei condizioni abilitanti: apertura ai mercati mondiali, fisco, accesso al credito, Industria 4.0, infrastrutture ed Europa. Il governo cambi dunque il segno della sua legge di bilancio. Punti sugli investimenti e non sulla spesa corrente. E vedrà che le nostre imprese continueranno a volare evitando ogni rischio di decrescita», afferma Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda.

Top 500+ è il progetto di ricerca e di analisi dei dati economico-finanziari realizzato dal Centro studi Assolombarda - promosso da Assolombarda in collaborazione con PwC e con il sostegno di Banco BPM – su un territorio che si conferma, anche quest’anno nell’analisi condotta sui bilanci 2017, uno tra i principali distretti manifatturieri d’Europa.

Il 2017, infatti, è stato un anno di crescita straordinaria: produzione industriale al +3,0% (da +1,1% del 2016); export cresciuto del +11,6% (in Lombardia è nel 7,6%) in deciso aumento rispetto al +0,9% dell’anno precedente. Risultati raggiunti grazie anche alle performance delle migliori aziende del territorio: fatturato complessivo che passa da 45 a 48,2 miliardi di euro, segnando un +7,1% sull’edizione 2017 (su bilanci 2016). Avanzamenti, anche se meno consistenti, si hanno anche in termini di EBITDA sul fatturato mediano (che passa da 5,7% a 6,1%) e di ROE (in aumento da 10,5% a 10,8%). Cresce inoltre la percentuale di aziende in utile che sale dall’86% all’88%.

«La classifica di Top 500+ di questa edizione - ha affermato Andrea Dell’Orto, vicepresidente Assolombarda e presidente del Presidio territoriale di Monza e Brianza - non lascia spazio a dubbi: il tessuto imprenditoriale di Monza e Brianza rappresenta un esempio per la Lombardia e per il Paese. Composto in prevalenza da medie imprese, ha dimostrato di essere in forte espansione per quanto riguarda export e fatturato. Una spinta che, a causa del rallentamento del ciclo economico del Paese, rischia di rendere le imprese meno performanti. Nonostante il clima di fiducia rispetto allo scorso anno sia decisamente cambiato, confido nella capacità delle nostre imprese di reagire e fare sistema».

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