Si scrive Burghy, si legge Burgez: la trovata pubblicitaria per lo sbarco a Monza
Il falso Burghy di Monza

Si scrive Burghy, si legge Burgez: la trovata pubblicitaria per lo sbarco a Monza

La catena di ristorazione Burgez si presenta a Monza e lo fa con una campagna pubblicitaria speciale: con le insegne (finte) dello storico apripista dei fast food in Italia, Burghy.

Effetto nostalgia. Vedere in corso Milano a Monza l’insegna “Burghy…stiamo tornando” è stato un salto nel passato per tanti cinquantenni (o giù di lì) che hanno vissuto gli anni della Milano da bere, dei paninari e del primo “Burghy” aperto a San Babila nel 1981. Non è però un ritorno, ma una trovata pubblicitaria. In corso Milano 11, proprio di fronte a Mc Donald’s, sono in corso i lavori di ristrutturazione di un locale dove aprirà il primo “Burgez” monzese, una catena solita a stupire con le sue pubblicità d’effetto.

Così dopo aver ideato magliette con la scritta “L’hamburger più schifoso del mondo è quello di Burgez” ecco il manifesto “Monza stiamo arrivando. Marzo. Corso Milano 11. Di fianco a McDonald’s”. Una strategia di marketing irriverente e ben riuscita, ideata dal fondatore Simone Ciaruffoli, autore anche del libro “Il Vangelo secondo Burgez”.

Una campagna che ha colto nel segno visto che sui social spopola la fotografia di quelle vetrine che ci riportano indietro alla spensieratezza degli anni Ottanta quando Mc Donald’s non aveva ancora fatto la sua comparsa nei nostri centri storici, ma “Burghy” era il luogo di incontro dei ragazzi di allora (non a caso chiamati “paninari”), il battesimo con la formula americana del fast food in un’Italia che voleva fare l’americana anche in televisione con il successo di Drive-in.

La storia di Burghy è la storia di un’idea dalla vita breve: nato nel 1981 dal gruppo Sme, sarebbe passato a Cremonini nel 1985. Il successo è enorme e il Gruppo Cremonini arriva ad aprire 96 ristoranti in tutta Italia tra cui i primi con servizo “drive in” - che oggi chiamiamo drive through e usiamo (ahinoi) anche per i tamponi.

Nel 1996 il marchio viene ceduto proprio a McDonald’s. Burghy, l’hamburger tutto made in Italy, diventa davvero americano. Quell’insegna gialla e rossa, nel cuore di molti, viene sostituita dalla grande “M”. L’ultimo baluardo a cadere è il ristorante a Casalecchio di Reno nel bolognese. Ora per i nostalgici, almeno per qualche tempo, c’è ancora l’insegna monzese in corso Milano.


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