Muggiò: alta tensione davanti alla Toncar, il picchetto continua
Muggiò: Toncar (Foto by Cristina Mariani)

Muggiò: alta tensione davanti alla Toncar, il picchetto continua

È ancora alta la tensione davanti ai cancelli della Toncar di via Sondrio a Muggiò. Il picchetto continuerà anche nei prossimi giorni sostenuto dal sindacato SiCobas per rivendicare i diritti degli ex dipendenti in liquidazione. Lunedì mattina scontri con le forze dell’ordine.

È ancora alta la tensione davanti ai cancelli della Toncar di via Sondrio a Muggiò. Il picchetto continuerà anche nei prossimi giorni sostenuto dal sindacato SiCobas. Lunedì mattina alle 7.15 gli ex dipendenti della Cooperativa One Job in liquidazione, che hanno lavorato in Toncar fino a Natale, e un gruppo di solidali, si sono uniti in una catena per impedire ai nuovi assunti dalla nuova società SDO srl, che gestisce i nuovi operai di Toncar, di entrare a lavorare. Già sul posto c’erano polizia e carabinieri che erano intervenuti chiedendo di far entrare i lavoratori aventi diritto. È nato un diverbio che è finito con qualche colpo di mano di troppo. Due lavoratori sono rimasti feriti ed è stata chiamata un’ambulanza. Anche tra le forze dell’ordine c’è chi ha subito un colpo alla schiena e chi un colpo alla mano.

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Uno dei delegati del SiCobas, dopo essere stato fermato dai carabinieri e condotto in Caserma venerdì scorso si è visto consegnare lunedì una notifica di avvio di procedimento per rimpatrio con foglio di via obbligatorio.

Muggiò: Toncar

Muggiò: Toncar
(Foto by Cristina Mariani)


Gli ex dipendenti della One Job hanno ricevuto un licenziamento collettivo, ma intendono rivendicare il proprio posto di lavoro. Non accettano di essere stati licenziati dopo anni di lavoro e con un contratto a tempo indeterminato ed essere stati sostituiti da altri lavoratori assunti dalla nuova srl che, in quanto tale, non ha l’obbligo di assorbire la precedente forza lavoro. La SDO srl ha proceduto con nuove assunzioni, in parte di lavoratori ex novo assunti con contratto a termine di 6 mesi e in parte di ex lavoratori che pur di lavorare hanno accettato di abbandonare il vecchio contratto e di firmarne uno nuovo.

«Siamo ritornati a fare sciopero - spiega il sindacalista di SiCobas Papis Ndiaye - perché gli accordi presi in Prefettura non sono stati rispettati dal proprietario. Ha cambiato idea e ha cambiato le linee guida che ci siamo dati in Prefettura. Vuole buttare fuori i lavoratori sindacalizzati e propone la disdetta dal sindacato per essere assunti. Ha assunto lavoratori con contratti più bassi, senza scatti di anzianità, senza diritti».

Numerosi i carabinieri e la polizia che tutto il giorno presidiano i cancelli con punte di oltre 50 uomini con massimi anche di 100.


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