Monza, incontro dei sindacati con la direzione italiana Adac: confermato il piano di delocalizzazione
Sede Adac Italia di via Borgazzi a Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza, incontro dei sindacati con la direzione italiana Adac: confermato il piano di delocalizzazione

Si è parlato anche delle 13 settimane di ammortizzatori sociali messe a disposizione dal Governo e che il sindacato mette sul tavolo come eventuale opportunità per gestire il momento e individuare nel frattempo strumenti per evitare licenziamenti. Si attende la decisione del giudice sul ricorso per comportamento sindacale dell’azienda relativo allo sciopero della scorsa estate

La direzione italiana di Adac conferma il piano che prevede la delocalizzazione di alcuni servizi della sede monzese dell’Automobile club tedesco in altri Paesi dell’Unione europea. Lo ha ribadito in un incontro che si è tenuto mercoledì con i rappresentanti sindacali.

Nel piano è compreso il l trasferimento nella sede di Barcellona a partire da marzo-aprile della gestione dei casi sanitari , gestione che oggi fa capo agli uffici di via Borgazzi a Monza. Attività che al momento dà lavoro a 7 persone. Ma rimane anche il trasferimento in Germania dell’amministrazione con un supporto dall’Italia che durerà solo fino a novembre. Qui le persone al lavoro sono 2, visto che una terza si è dimessa.

In vista c’è pure la cessazione dei turni notturni da gennaio dell’anno prossimo, che saranno appannaggio della Germania e della Grecia, Paese che si occuperà anche delle prime chiamate dei soci che chiedono aiuto, durante la stagione estiva.

Il piano che trasferisce i servizi dall’Italia all’estero è stato bocciato dal Comitato aziendale europeo dell’Adac, che riunisce i rappresentanti delle sedi dell’azienda nel Vecchio Continente, ma nonostante le rimostranze sindacali continua a rimanere nei programmi.

«Abbiamo evidenziato -dicono le Rsa di Adac Italia e il segretario generale della Filcams Cgil Monza Brianza Matteo Moretti in un comunicato- che, a conferma di quanto sostenuto nelle nostre analisi e denunce sugli effetti negativi del piano, attualmente Adac Spagna si avvale di un supporto esterno di traduzione per sopperire alla mancanza di personale qualificato in ambito medico con un aggravio di costi. Inoltre a seguito delle nostre osservazioni in ambito del comitato aziendale europeo la direzione tedesca ha ammesso di aver sbagliato le previsioni dei volumi del flusso turistico dei soci tedeschi in Italia che è incrementato e che si prevede in consolidamento/aumento anche nel 2022 e nelle prossime stagioni. Ciò ha determinato forti disagi anche ai lavoratori, soprattutto in Italia, che durante l’estate hanno lavorato con un organico inferiore alle necessità dimostrando pur in un momento complicato grande professionalità».

L’aumento degli accessi di turisti tedeschi in Italia dovrebbe indurre, dicono i sindacati, a rivedere il paino e a dotare la sede monzese delle risorse necessarie per far fronte alle richieste di aiuto dei soci per problemi sanitari o meccanici.

La riorganizzazione, tra l’altro, penalizza esclusivamente la sede italiana, unica tra quelle europee a vedere ridotte le sue funzioni, le competenze e l’occupazione. A rischio, a lungo andare, ci sarebbe anche «la sostenibilità delle attività svolte in Italia».

All’incontro di è parlato anche di possibile ricorso ammortizzatori sociali. Il Governo recentemente ha approvato la possibilità di ricorrere a 13 settimane “cassa” da utilizzare entro il 31 dicembre, uno strumento che secondo il sindacato potrebbe essere usato per gestire il momento senza arrivare ai licenziamenti e individuare nel frattempo altri strumenti «per evitare una gestione traumatica e conflittuale».

Davanti al giudice del Tribunale di Monza si è svolta, intanto, un’udienza in merito al ricorso per comportamento antisindacale presentato in relazione allo sciopero messo in atto tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Il sindacato contesta all’azienda di aver dirottato all’estero le chiamate dei soci in viaggio in Italia, sostituendo di fatto i lavoratori in agitazione. Ora il giudice si è riservato di decidere.


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