Monza e Brianza: le trattative sindacali in teleconferenza, ecco i casi Adidas, Gruppo Pozzoli e coop sociali
Un presidio dei lavoratori Adidas nei mesi scorsi

Monza e Brianza: le trattative sindacali in teleconferenza, ecco i casi Adidas, Gruppo Pozzoli e coop sociali

Teleconferenze e strette di mani digitali: le vertenze sindacali proseguono a Monza e Brianza anche ai tempi del coronavirus. Ecco il punto della situazione comunicato dalla Cisl per Adidas, Gruppo Pozzoli e coop sociali.

Ci sono capitoli della vita sociale ed economica che ai tempi del coronavirus non possono andare in isolamento, come le trattative sindacali. Ed è per questo che i sindacati e le aziende stanno portando avanti nel vertenze aperte sul territorio ricorrendo a nuove forme di confronto: quelle via web. Ne dà nota la Cisl, che in un comunicato ha segnalato come le trattative stiano proseguendo attraverso teleconferenze. “Una necessità imposta da questi giorni difficili” spiega la Cisl, che aggiunge: «In questi giorni sono state siglate tre importanti intese (Adidas, Gruppo Pozzoli e Coop sociali), nel comparto del commercio-servizi grazie alle nuove tecnologie informatiche. Conferenze via web, invece che i tradizionali incontri tra i rappresentanti sindacali e quelli delle aziende, e strette di mano virtuali per sancire il raggiungimento di importanti accordi”.

Questo il report del sindacato sulle tre vertenze, comunicato dalla Cisl:

Gruppo Pozzoli
La prima intesa è stata quella del Gruppo Pozzoli di Desio. La crisi era stata dichiarata all’inizio di gennaio quando la proprietà, tuttora in mano alla famiglia Pozzoli, aveva annunciato di voler vendere i 18 punti vendita del gruppo sparsi in Brianza e nel Lecchese. Successivamente, la proprietà ha comunicato di aver inoltrato domanda per l’accesso alla procedura concorsuale. Sotto il profilo occupazionale è subito stato avviato un confronto tra la dirigenza e le organizzazioni sindacali. Una trattativa lunga che rischiava di essere interrotta dal diffondersi di Covid-19. All’inizio della settimana, però, le parti si sono incontrate in videoconferenza e hanno trovato un punto di accordo che prevede l’applicazione della cassa integrazione straordinaria per 170 lavoratori. «Questo provvedimento – spiega Francesco Barazzetta, Fisascat Cisl Mbl – offre una tutela ai dipendenti in una fase delicata dell’azienda. Il nostro auspicio, mentre la procedura concorsuale è sospesa a causa dell’epidemia, è che l’azienda venga ceduta e si assicuri così la continuità aziendale e, con essa, sia tutelata l’occupazione».

Adidas
Anche la vertenza sulla chiusura della sede monzese dell’Adidas è stata risolta in via telematica. Rappresentanti sindacali e dell’azienda si sono virtualmente stretti la mano grazie siglando un’intesa che prevede l’esodo volontario e incentivato di 41 persone (delle quali una trentina nella sede monzese). Per tutti è prevista una base di 15 mensilità annue lorde, a queste si aggiungono due mensilità per ogni familiare a carico, una per ogni triennio di anzianità aziendale e l’indennità sostitutiva del preavviso. È inoltre previsto anche un servizio di outplacement, con costi interamente a carico aziendale. «Abbiamo raggiunto una buona intesa – continua Barazzetta -. Chi lascerà lo farà solo su base volontaria e con buoni incentivi. Un risultato non da poco di fronte a una riorganizzazione significativa del gruppo tedesco».

Cooperative sociali
Sempre grazie alla videoconferenza si è trovata una soluzione a un problema occupazionale causato proprio dal coronavirus. La chiusura delle scuole ha determinato uno stop delle attività delle cooperative sociali che forniscono servizi ai vari plessi. Ma, mentre i dipendenti pubblici degli istituti (insegnanti, personale Asa, ecc.) hanno lo stipendio garantito dallo Stato, quelli delle cooperative non hanno alcuna garanzia. Così, grazie a un accordo sindacale siglato con Lega Coop e Confcoperative, i 4.200 dipendenti delle cooperative che operano nelle province di Lecco e della Brianza potranno accedere al fondo di solidarietà. «Questo settore – conclude Barazzetta – non può fare ricorso agli ammortizzatori sociali tradizionali. La possibilità di accedere al fondo di solidarietà permette loro di ricevere il 100% dello stipendio nei prossimi due mesi anche di fronte allo stop delle attività lavorative. Una tutela che permette di reagire a una situazione di estrema emergenza sanitaria e occupazionale. In attesa che l’epidemia di risolva nel più breve tempo possibile».


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