Zona gialla, zona rossa, norme anti virus, la tragedia al liceo Frisi di Monza: gli articoli più letti del 2020 sul nostro sito
I controlli nel centro di Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Zona gialla, zona rossa, norme anti virus, la tragedia al liceo Frisi di Monza: gli articoli più letti del 2020 sul nostro sito

Sono le regole ad avere richiamato l’attenzione più di qualsiasi altra informazione nel corso dell’anno che ha imposto un radicale cambiamento delle abitudini, insieme a preoccupazioni, ansie e speranze. Nella top ten degli articoli più letti dai lettori sul nostro sito anche la tragedia dei due ragazzi morti del liceo Frisi di Monza e gli incidenti stradali .

Te lo ricordi il 2020? È stato l’anno del Coronavirus, quello che ha marchiato anche l’informazione in un lungo flusso di notizie che per molte settimane, a partire dal 21 febbraio e da un giorno all’altro, è stato quasi monotematico. Lente di ingrandimento sull’emergenza cresciuta fino a diventare pandemia, cura a dare notizie da fonti ufficiali e sicure, con attenzione ancora maggiore del solito perché questa volta anche il CittadinoMb.it si è trovato ad avere a che fare con qualcosa di davvero grande e sconosciuto a più di una generazione. E l’ha fatto seguendo giorno per giorno con un articolo “in tempo reale” fino alla fine del primo lockdown, a giugno, fornendo allo stesso momento approfondimenti e tutte le altre notizie. L’emergenza ha segnato anche la classifica dei dieci articoli più letti dell’anno con sette titoli nella Top10. Nella tradizione decennale del sito, tra questi c’è anche la cronaca, soprattutto incidenti stradali.

Sul podio del 2020 è “Cosa si può fare in Zona arancione”, pubblicato il 30 novembre con domande e risposte ai dubbi sull’allentamento della zona rossa in cui era stata inserita la Lombardia all’inizio del mese con la recrudescenza della seconda ondata. E, su questo filone, il secondo più letto non poteva che essere “Cosa si può fare in Zona rossa” pubblicato il 7 novembre. Due pezzi “di fine anno” ma rapidamente in vetta alla classifica per la necessità di capire come comportarsi senza violare i provvedimenti decisi dal Governo Conte. Così al sesto posto si inserisce anche “

Firmato il nuovo Dpcm: bar e ristoranti chiusi alle 18” del 25 ottobre sulla prima stretta del secondo lockdown, molto più leggero rispetto a quello che aveva travolto tutti in primavera e per questo un po’ più difficile da capire. Al terzo posto una notizia di cronaca che ha riguardato uno dei fatti più tragici che ha colpito la città di Monza nei mesi scorsi. Si tratta di “Il liceo Frisi, due morti, le parole della dirigente” che il 13 febbraio ha raccontato il clima seguito alle morti di due studenti in due settimane con cui il liceo scientifico si è trovato a fare i conti, le parole della dirigente scolastica per affrontare la tragedia e una squadra di psicologi in soccorso agli studenti. Cronaca al quinto posto con l’articolo relativo a un incidente di Nova Milanese che ha fatto il giro dei social, al nono quello di un incidente che ha coinvolto due ventenni a Desio.

Poi la pandemia che non è stata solo regolamenti, ma anche voglia di capire. Al quarto posto ci sono le parole del dottor Antonio Pesenti, ex primario al San Gerardo, che l’8 marzo, all’inizio di tutto, aveva detto: «Se la gente non resta a casa, la situazione sarà catastrofica». Troppo facile dire dieci mesi più tardi che il messaggio non è passato così chiaro come era stato espresso. Poi anche le regole per evitare il contagio, pubblicato il 7 marzo e settimo in graduatoria: le prime raccomandazioni del Governo e di Regione Lombardia che dicevano di “ridurre i contatti per limitare il più possibile la diffusione della Covid-19”. Tra i testimonial anche l’astronauta della Brianza, Paolo Nespoli.

E uno dei primi pezzi “in tempo reale” pubblicati sull’argomento: quello del 25 febbraio che riportava uno dei primi casi di contagio in Brianza, in un’azienda di Agrate. Ma anche il rinvio del Salone del Mobile 2020, il primo scontro pendolari-Trenord sui trasporti in sicurezza e la denuncia a un bar che aveva violato l’ordinanza. Il primo di una serie lunga mesi


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