Violenze sulle donne in famiglia, è sempre più allarme: ma difendersi si può
la sede di White Mathilda in via Garibaldi (Foto by Paola Farina)

Violenze sulle donne in famiglia, è sempre più allarme: ma difendersi si può

Nelle ultime settimane in Brianza si sono registrati diversi casi di aggressioni in famiglia contro le donne. In un caso la vittima si era appena rivolta al centro White Mathilda con diverse sedi sul territorio. Come comportarsi in caso di situazioni a rischio.

La vittima della brutale aggressione avvenuta di recente a Limbiate, che si è salvata grazie alla sua pronta reazione, aveva chiesto aiuto allo sportello anti violenza di White Mathilda.

La donna a cui il marito ha tentato di dare fuoco si era rivolta all’associazione pochi giorni prima del tragico fatto. Lo racconta la presidente di Luisa Oliva: «Ha chiamato il numero nazionale anti violenza 1522, che l’ha indirizzata ai nostri uffici di Limbiate – spiega - Le abbiamo dato subito un appuntamento: l’abbiamo incontrata e ci ha raccontato la sua storia. Ci ha detto che aveva lasciato la casa e si era rifugiata da un’amica. Un avvocato della nostra associazione ha subito preso in carico il caso. Ma purtroppo, dopo pochi giorni, abbiamo saputo della violenza. Lei probabilmente era rientrata a casa per rivedere i figli che erano rimasti lì. E ha incontrato il marito, fuori di sé, che ha tentato di darle fuoco. Per sua fortuna, si è salvata».

«Purtroppo – riflette la presidente di White Mathilda - queste donne sono sole, hanno bisogno di aiuto e di essere accompagnate nel percorso di rinascita. E agli uomini non deve essere data la possibilità di avvicinarsi».

L’associazione antiviolenza White Mathilda ha centri antiviolenza e sportelli a Limbiate, Desio, Seregno e Paderno Dugnano. Nei primi 7 mesi del 2021 ha preso in carico 143 donne, di cui 86 a Desio, 28 a Seregno e 29 a Limbiate. Lunedì ha riaperto anche lo sportello di Limbiate, dopo la chiusura per la pandemia.

Dopo la prima presa in carico, ovvero il primo momento di ascolto, le donne vengono assistite da psicologhe e avvocati dell’associazione, che cercano di accompagnarle fuori dal tunnel della loro storia di violenze e maltrattamenti.

Nell’arco di 10 anni, dal 2010 al 2020, gli accessi agli sportelli e ai centri antiviolenza dell’Associazione White Mathilda sono stati oltre 6 mila tra percorsi psicologici e consulenze legali.
«La donna vittima di violenza, di qualunque tipo, non deve sentirsi giudicata né colpevolizzata - sottolinea Luisa Oliva - È necessario che i professionisti siano disponibili all’ascolto empatico». La maggior parte delle utenti è italiana e ha figli minorenni. I maltrattanti sono soprattutto partner o ex partner.

«La nostra mission è offrire aiuto, consulenza psicologica e legale alle donne maltrattate e vittime di violenza fisica o psicologica – spiega la presidente - sviluppare una forte solidarietà contro la violenza di ogni tipo; promuovere la ricerca, il dibattito e la diffusione di conoscenze sul tema della violenza alle donne, lo stalking, il mobbing, violenza di genere, stimolando in tal senso anche gli organismi istituzionali; stabilire costruttivi rapporti con le istituzioni e sensibilizzare gli studenti sulla prevenzione del fenomeno della violenza di genere, bullismo, cyberbullismo, omofobia, anche attraverso interventi di educazione sessuale».

I centri anti violenza di White Mathilda hanno sede a Desio in via Garibaldi 46 (tel 0362 621494) e a Seregno in via Oliveti 17 . L’associazione ha anche due sportelli, uno a Limbiate presso Villa Mella in via Dante 38 (02 99097580) e a Paderno Dugnano in piazza della Divina Commedia 3 . Nel periodo delle restrizioni dovute all’emergenza Covid, i centri antiviolenza sono sempre stati attivamente presenti in aiuto alle donne maltrattate con telefonate di ascolto e supporto psicologico attraverso whatsapp,skype e assistenza legale. Per informazioni e contatti si può chiamare il numero 366 4150907 attivo 24 ore su 24. È un numero di pronto intervento, che riceve quotidianamente richieste di aiuto e supporto alle vittime anche dalla rete nazionale antiviolenza 1522.


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