Violenza di genere, White Mathilda risponde a Cadom: «Nessuna schedatura, non abbiate timori»
Una iniziativa contro la violenza sulle donne

Violenza di genere, White Mathilda risponde a Cadom: «Nessuna schedatura, non abbiate timori»

L’associazione White Mathilda, che lavora in favore delle donne maltrattate e vittime di stalker e violenza di genere, risponde alla lettera aperta del Centro donne maltrattate che non gestirà più gli sportelli anti violenza di Brugherio, Lissone e Seregno.

Sul caso Cadom interviene White Mathilda, l’associazione di promozione sociale in favore delle donne maltrattate e vittime di stalker e violenza di genere. Risponde alla lettera aperta del Centro donne maltrattate, che non gestirà più gli sportelli anti violenza di Brugherio, Lissone e Seregno in seguito alla decisione di Cadom di non girare alla Regione il codice fiscale e i dati personali di chi si rivolge ai volontari per chiedere aiuto e segnalare soprusi. Risponde con una lettera aperta che, soprattutto vuole rassicurare le donne: «Non abbiate alcun timore di recarvi presso un Centro Antiviolenza».

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«In merito alle dichiarazioni rese da Cadom circa la comunicazione alla Regione dei codici fiscali delle donne che si rivolgono ai Centri Antiviolenza, vorrei precisare un aspetto molto importante - scrive Luisa Oliva, presidente di White Mathilda - I Centri Antiviolenza sono in parte finanziati da fondi regionali e la comunicazione dei codici fiscali alla Regione è indispensabile per attestare la veridicità del numero di casi trattati. La comunicazione avviene in forma strettamente riservata e i dati trasmessi non vengono né resi pubblici, né utilizzati in alcun modo. Tutto questo richiede ai Centri Antiviolenza un’enorme mole di lavoro, ma che reputo necessaria al fine di evitare le elusioni che in passato si sono purtroppo verificate nell’uso del denaro pubblico. Faccio questa precisazione perché non vorrei che le donne bisognose di aiuto, credendosi “schedate”, compiano l’errore di non rivolgersi ai Centri Antiviolenza. Non c’è alcuna schedatura, i dati vengono utilizzati ai soli fini statistici e di controllo delle attività svolte dai Centri. Non abbiate alcun timore di recarvi presso un Centro Antiviolenza, siamo lì per aiutarvi».


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