Verano, a 94 anni grida in tv: «Mi sono prenotata ma niente vaccino, sono stufa»
L’intervento durante la trasmissione “Piazza pulita”

Verano, a 94 anni grida in tv: «Mi sono prenotata ma niente vaccino, sono stufa»

. Giuseppina Motta ha 94 anni, abita a Verano e il 15 febbraio si è prenotata per la dose di vaccino: da allora non ha più saputo nulla. Allora è andata in tv a “Piazza pulita” per dire a voce alta: «Sono stufa».

Lo dice in dialetto: «Sono stufa». Piangendo, prende amaramente atto che «non arriva mai niente». Giuseppina Motta ha 94 anni, abita a Verano Brianza e nel sistema di prenotazione gestito dall’azienda regionale Aria spa per l’organizzazione della campagna vaccinale anti-Covid è rimasta uno di quei numeri anonimi, persi nelle inefficienze del sistema stesso. Per raccontarlo, ci ha messo la faccia anche nella puntata di giovedì 25 marzo di Piazza Pulita su La7, in un servizio di Alessio Lasta. Con lei il figlio Luca Russolillo di 54 anni, che già nei giorni precedenti ha contattato la nostra redazione per raccontare l’ultimo calvario che la famiglia sta affrontando. L’ultimo, perché non è stato l’unico: già in novembre 2020 il Cittadino ha raccontato l’odissea che Russolillo aveva dovuto affrontare per curare a domicilio la madre positiva al coronavirus (lo era anche la badante e ha finito per esserlo anche lui). In quell’occasione, Ats Brianza li aveva ricontattati due settimane dopo la segnalazione di positività da parte del medico di famiglia.

Madre e figlio durante l’intervento a “Piazza pulita”; a destra, il direttore de “La stampa”, Massimo Giannini

Madre e figlio durante l’intervento a “Piazza pulita”; a destra, il direttore de “La stampa”, Massimo Giannini

Ma torniamo ad oggi. «Non voglio morire, voglio stare qui ancora con mio figlio. Si metta una mano sul cuore» dice Giuseppina davanti alla telecamera. «Come previsto da Regione, il 15 febbraio riesco a confermare sul portale l’adesione alla vaccinazione da parte di mia madre - ci spiega il figlio -. Abbiamo preferito aderire senza la richiesta di vaccinazione a domicilio, in quanto al momento dell’adesione il servizio veniva svolto dalle unità mobili (scarse) quindi per non ritardare i tempi abbiamo scelto di accompagnare (con difficoltà) mia madre al centro vaccinale». Ma «ad oggi nulla è successo. Nessun sms di convocazione è arrivato e se chiamo il numero verde messo a disposizione da Regione per le problematiche di informazione o non sanno darmi risposte o mi appendono. Siamo ancora una volta in questo limbo, nonostante la fragilità di mia madre». Ma anche del piccolo ecosistema di cui fa parte: «Consideriamo la funzione del “caregiver familiare” nella mia figura, con il supporto di una amica di famiglia, e nella figura della badante: si mettono in sicurezza giustamente le rsa e non si pensa agli anziani e ai suoi assistenti a domicilio».


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