Trenord, presidio del M5S al Pirellone contro la scarsa manutenzione. L’assessore Terzi: «Schizofrenici. E il biglietto non aumenterà»
La protesta del Movimento 5 Stelle davanti al Pirellone

Trenord, presidio del M5S al Pirellone contro la scarsa manutenzione. L’assessore Terzi: «Schizofrenici. E il biglietto non aumenterà»

Protesta del Movimento 5 Stelle contro Trenord. Si è consumata nella giornata di martedì 2 luglio davanti al Pirellone. Il presidio è stato allestito per «contestare l’assenza di manutenzioni e le condizioni di viaggio su Trenord». L’assessore Terzi intanto smentisce l’aumento del biglietto: «Inaccettabile con un servizio così».

Protesta del Movimento 5 Stelle contro Trenord. Si è consumata nella giornata di martedì 2 luglio davanti al Pirellone. Il presidio è stato allestito per «contestare l’assenza di manutenzioni e le condizioni di viaggio su Trenord». I presenti che hanno esposto cartelli con scritte come «Treni bollenti, pendolari bolliti», «Tabellone orari: un quadro desolante» e «Mancato rispetto degli orari e dei passeggeri».

Il M5S, contestualmente alla protesta, ha depositato una mozione urgente per impegnare la Lombardia «a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per garantire un servizio ferroviario adeguato alle necessità dei viaggiatori; ad attivarsi per valutare con Trenord l’incremento delle attività di manutenzione e verifica degli impianti di condizionamento, in particolare sui convogli più vetusti della flotta maggiormente soggetti a malfunzionamenti; invitare Trenord a limitare il ricorso all’esternalizzazione dei servizi di manutenzione valorizzando al contempo il personale interno».
«Ogni anno purtroppo è la stessa solfa. In inverno le carrozze sono gelide e in estate bollenti. In ogni caso sono invivibili e Trenord costringe i viaggiatori a veri e propri viaggi senza speranza» afferma Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Una protesta che aveva già trovato pronta l’assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti Claudia Maria Terzi che nella serata di lunedì ha affidato il proprio pensiero a una nota: «Regione Lombardia ha messo in campo 1,6 miliardi per acquistare 176 treni nuovi che inizieranno ad arrivare progressivamente da novembre di quest’anno, ovviando ai mancati investimenti sul materiale rotabile dei precedenti governi nazionali. Quanto ai 5 stelle, forse dimenticano che Trenord appartiene per il 50% a Trenitalia, dunque al Ministero delle Infrastrutture. Finora l’apporto del socio governativo di matrice grillina è circoscritto ad alcuni treni usati per i quali, tra l’altro, paghiamo il noleggio. Se i 5 stelle avessero investito in Lombardia mettendo subito a disposizione dei treni nuovi, la situazione sarebbe migliore. Sarà Regione, ancora una volta, a supplire a queste mancate attenzioni svecchiando la flotta ereditata da Trenitalia. Ricordo poi che i problemi sull’infrastruttura non di pertinenza regionale continuano a incidere pesantemente sulla qualità del servizio, anche se abbiamo più volte apprezzato la disponibilità da parte di Rfi a tornare investire nel territorio lombardo. Nel mese di giugno si sono verificati 817 episodi, dovuti alla rete infrastrutturale o “altra impresa”, che hanno compromesso la regolarità di 2557 treni di Trenord: di questi, 206 sono stati soppressi (totalmente o parzialmente). I 5 stelle riflettano su questi dati e si assumano le loro responsabilità».

E poi ha rincarato la dose nel pomeriggio di martedì 2: «L’opposizione dei 5 Stelle mi sembra un po’ schizofrenica. I consiglieri 5 stelle dovrebbero innanzitutto parlare con il loro ministro visto che Trenord è partecipata al 50% indirettamente dalla Regione Lombardia e indirettamente dal Governo».

E a proposito delle voci, infondate, di un aumento dei biglietti Trenord, Terzi ha laconicamente spiegato che «Regione Lombardia non aumenterà il prezzo del biglietto dei treni. Anzi, la Giunta regionale, ha deciso, su mia proposta, di non applicare neppure l’adeguamento Istat. Lo abbiamo bloccato l’anno scorso - ha concluso - e lo facciamo anche questo anno perché finchè non si riesce a garantire un servizio pienamente efficiente, neanche un aumento dello zero virgola può essere accettato».


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