Treni, i pendolari chiedono alla Regione la convocazione dei tavoli territoriali
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Treni, i pendolari chiedono alla Regione la convocazione dei tavoli territoriali

I comitati dei pendolari e dei viaggiatori del trasporto pubblico della Lombardia chiedono alla Regione che vengano convocati i tavoli territoriali del servizio ferroviario: “Sembra ormai che Regione Lombardia sia intenzionata a glissare per la seconda volta nel giro di un anno l’appuntamento”. scrivono.

I comitati dei pendolari e dei viaggiatori del trasporto pubblico della Lombardia chiedono risposte dalla Regione e che vengano convocati i tavoli territoriali del servizio ferroviario. Il cartello che coinvolge anche i Pendolari della Lecco-Milano, il Comitato Viaggiatori S9/S11 e quelli del Pendolino della Brianza-S7 Besanino mercoledì ha diffuso un comunicato.

“A meno di un ripensamento dell’ultima ora da parte dell’assessore Terzi, non avendo alla data odierna alcuna notizia in merito, sembra ormai che Regione Lombardia sia intenzionata a glissare per la seconda volta nel giro di un anno l’appuntamento dei Tavoli Territoriali sul Servizio Ferroviario Regionale Lombardo - si legge - Ricordiamo che questi Tavoli si dovrebbero tenere almeno due volte all’anno anche per fare il punto sull’andamento del servizio e illustrare il nuovo piano degli orari. Eppure di argomenti su cui confrontarsi o, meglio, rendere conto da parte sia di Trenord che di Regione Lombardia, visto tutto quello che è successo negli ultimi mesi, e sta tuttora succedendo, ce ne sarebbero”.

I comitati chiedono lumi non solo sulle “soppressioni dei servizi prima e dopo il lockdown di questa primavera e dell’attuale, con relativi sovraffollamenti quando dovrebbe essere assicurato il massimo distanziamento”, ma anche sui rimborsi del lockdown e dello smart working, sulla riforma dei biglietti integrati e sulla“rinuncia al viaggio” da parte dei possessori di titolo annuale “che non viene rimborsata a causa di un cavillo nel Regolamento Tariffario lombardo”.

“Ci preoccupano però anche le attuali voci di un tracollo economico di Trenord (mancherebbero 150milioni) - continua la nota - e, soprattutto, di un possibile taglio dei servizi a due cifre percentuali che potrebbe protrarsi anche nel 2021, con le facilmente prevedibili gravissime conseguenze per l’intera mobilità lombarda. Vorremmo però avere risposta anche in merito ai numerosi pensionamenti del personale diTrenord che avverranno al 31 dicembre, ed in particolare se si è provveduto per tempo all’assunzione ed alla preparazione di nuovi addetti”.


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