Treni e guai in Lombardia: che cosa si sono detti i pendolari e la Regione
Pendolari in banchina a Lissone

Treni e guai in Lombardia: che cosa si sono detti i pendolari e la Regione

Da Trenitalia a Rfi, passando da Trenord e dal personale in servizio: le domande e le risposte del confronto tra pendolari e Regione sul presente e il futuro del servizio ferroviario.

Pendolari in Regione per fare il punto sulla situazione del servizio ferroviario nella zona Nord della Lombardia. Il summit con l’assessore ai Trasporti Claudia Terzi, è avvenuto giovedì mattina, presenti i rappresentanti dei comitati pendolari di tutte le linee brianzole (S9-S11 di Desio, Lissone, Seregno verso Como-Milano), il Besanino (referente Alberto Viganò), gli S8 (Lecco-Milano via Carnate) con Francesco Ninno e il Nodo di Saronno con Andrea Mazzucotelli . «Abbiamo messo sul tavolo tanti argomenti – spiega Massimo Veneroni, Comitato pendolari S9-S11 - e possiamo dire che c’è stata una sostanziale convergenza di vedute tra assessore e utenti. La Terzi si è dimostrata molto disponibile e decisa, lo abbiamo interpretato come un passo in avanti rispetto al passato». Ecco, per punti, i temi trattati.

IL MURO DI GOMMA/1 TRENITALIA

Trenitalia non ha promesso treni nuovi in soccorso a Trenord. Lo ha ribadito in un recente incontro tra i nuovi vertici di Trenitalia e il governatore lombardo Attilio Fontana. Il primo dei nuovi treni che entreranno in servizio nei prossimi mesi, proveniente dalla Sicilia, si è rotto il primo giorno di servizio e ora è fermo in manutenzione. Cinque di questi nove treni (che sono comunque vecchi di almeno trent’anni) sostituiranno convogli non riparabili e quindi quelli davvero in più saranno solo quattro.

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«Abbiamo chiesto – spiega Veneroni – che i treni provenienti dalla Toscana, dalla Liguria e dal Piemonte a Milano al mattino, e che magari stanno fermi poi più di dieci ore prima di tornare indietro, di utilizzarli per il servizio pendolare lombardo nella fascia cosiddetta “di morbida”, quando c’è meno utenza (nelle ore centrali del giorno, ndr.). Trenitalia ha detto no».

il muro di gomma/2 rfi

La Regione e i pendolari chiedono investimenti non solo sui convogli, ma anche sulle infrastrutture. «Della programmazione di Rfi si sa poco o nulla – spiega Veneroni – Chiediamo, noi e Regione, interventi perché questi consentirebbero di migliorare il servizio già con questa flotta. Ma nessuno riesce a sapere come, quando e dove interverrà il gestore di binari, reti e scambi. Addirittura in un tavolo di confronto promosso in prefettura alla presenza della Terzi Rfi non ha svelato i dettagli del suo piano di interventi. Ovviamente, il muro di Trenitalia e Rfi si ripercuote sul servizio offerto da Trenord. Serve un ente terzo, ma non lo Stato centrale, che garantisca che tutti gli enti facciano la propria parte».

LA CRISI TRENORD

L’assessore ha definito come disastrosa la situazione attuale nel suo complesso. Quanto alle parole di Piuri che hanno destato scalpore in settimana (il nuovo amministratore delegato di Trenord ha dichiarato che «oggi l’offerta di trasporto collettivo è già inadeguata rispetto alla domanda e Trenord fa troppi treni») non si è espressa in modo specifico.

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I tecnici della Regione presenti all’incontro hanno comunque confermato che tali parole in sé sono contrarie alla legge regionale. Da Trenord è stato preteso un piano in tempi accettabili (qualche settimana) almeno per migliorare le cose. Il criterio fondante indicato è quello di tutelare i pendolari (sono quindi possibili riduzioni temporanee al servizio fuori fascia di punta).

IL PERSONALE

Fino all’anno prossimo mancherà il personale per coprire il servizio; da gennaio 2019 sarà «reintegrata la pianta organica». Trenord sta già procedendo a una diversa qualificazione del personale.

«Abbiamo fatto presente – spiega Veneroni – che con la nuova “quota 100” in materia pensionistica introdotta dal governo Lega-Cinque stelle, ci potrebbero essere tanti dipendenti di Trenord pronti ad andarsene. Riteniamo quindi che le nuove assunzioni potrebbero non bastare e abbiamo sostanzialmente chiesto di non farsi trovare impreparati davanti a questa evenienza».

LA COMUNICAZIONE

A Trenord sono stati inoltre richiesti confronti con i comitati dei viaggiatori su tutte le future modifiche al servizio (non per l’orario di dicembre 2018 a causa dei tempi ridotti). Saranno anche previsti ulteriori e periodici incontri di tutti i comitati viaggiatori con l’assessore Terzi. «Prima erano incontri sporadici dove si parlava ma alla fine cambiava ben poco – conclude Veneroni -. Adesso c’è la volontà manifesta di tenere un canale aperto per il bene del servizio. Anche questo sembra una essere una netta inversione di tendenza rispetto al passato».

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