Trasporti pubblici a Monza e Brianza: che cosa cambia con la riforma delle tariffe
Autobus di linea a Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Trasporti pubblici a Monza e Brianza: che cosa cambia con la riforma delle tariffe

Polemiche tra Regione e Comune di Milano sull’aumento del biglietto singolo di Atm, ma cosa cambia davvero per i pendolari di Monza e Brianza nei trasporti pubblici? Le risposte dell’Agenzia.

Tariffa unica? Sì, bene, forse: non è che qualcuno si sia dimostrato in disaccordo, anzi: è il punto di non ritorno. Un sistema di bigliettazione universale per treni, metropolitane, autobus e tram unico per un territorio grande quanto Milano, la sua Città metropolitana, Monza e la sua Provincia, Pavia e Lodi, territori provinciali inclusi. Da settimane il sistema tariffario unico è all’ordine del giorno e anzi Monza, con la sua Provincia, si è proposta come pioniere nella sperimentazione.

Poi Milano ha cercato di accelerare, inserendo anche l’aumento per i biglietti svincolati dagli abbonamenti da 1,50 euro a 2 euro. E la battaglia con la Regione che ha detto no ha messo tutto in discussione. Le polemiche hanno sostituito il cambio di marcia del sistema di trasporti pubblici che, però, dovrebbe essere l’argomento di confronto. La rivoluzione è il passaggio da Sitam a Sitbm, un sistema di tariffe unico per treni, tram, metropolitane, autobus tra Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, quelle gestite dall’Agenzia del trasporto pubblico.

«Nell’attuale area Sitam (Città Metropolitana di Milano e Provincia di Monza e Brianza) -scrive l’Agenzia stessa - dove il livello di integrazione è già più sviluppato e lo Stibm può essere attuato in tempi più rapidi, considerando solo i servizi di competenza dell’Agenzia», l’impatto sugli utenti è stato calcolato in termini di vantaggi. Il biglietto di corsa semplice ”diminuisce il costo per 2,3 milioni di utenti potenziali, in media dell’12%; aumenta il costo per 1,7 milioni di utenti, in modo significativo per gli utenti del servizio urbano di Milano (+33%), estremamente ridotto per tutti gli altri utenti (massimo + 5%)”.

Ancora l’Agenzia ricorda che “l’attuale biglietto di corsa semplice di Milano sarà sostituito da un biglietto che subisce un aumento di 0,5 euro (ed è su questo che si scontrano Regione e Comune di Milano, ndr) ma che è valido anche in 21 Comuni della prima corona, consentendo l’accesso a poli urbani rilevanti quali Rho Fiera (nuovo polo universitario e sanitario, il nuovo hub intermodale di Cinisello-Monza Bettola, il terminal M3 di Assago, ...) e, in genere, consentendo la libera circolazione in tutta l’area urbana più densa e maggiormente interconnessa con il comune capoluogo”.

Corone? Corone: sono quelle concentriche attorno a Milano che differenzieranno le tariffe a distanze fisse (come per i treni), consentendo omogeneità nella spesa dei privati. I dati dell’Agenzia dicono anche che per gli abbonamento mensili “diminuisce il costo per 2,4 milioni di utenti potenziali, in media dell’13%; resta invariato il costo per 0,4 milioni di utenti potenziali; aumenta il costo per 1,3 milioni di utenti potenziali, esclusivamente del servizio urbano di Milano (+11%), per il 50% circa dei quali restano però attivi gli abbonamenti agevolati a prezzo invariato”. E infine gli abbonamenti annuali prevedono diminuzione del costo per 2,2 milioni di utenti potenziali, in media dell’9%, mentre resta invariato il costo per 1,8 milioni di utenti potenziali e nessun abbonamento annuale presenta aumenti.

Per quanto riguarda l’abbonamento mensile TrenoMilano (la valutazione tiene conto solo dei comuni che hanno una stazione ferroviaria) diminuisce il costo per 900.000 utenti potenziali, in media dell’9%; resta invariato il costo per 21.000 di utenti potenziali e aumenta il costo per 63.000 utenti potenziali, in media dell’9%.

L’Agenzia offre un esempio per un pendolare residente a Monza: oggi può andare a Milano con il treno 2,2 euro; se deve spostarsi anche in Milano, non ha alternative se non acquistare un titolo urbano da 1,5 euro, per un totale di 3,7 euro o in alternativa può prendere un cumulativo Sitam, che non gli consente di utilizzare il treno, gli richiede tempi infinitamente superiori di spostamento e costa 2,5 euro.

 Con il sistema Stibm “avrà un biglietto unico da 2,4 euro col quale può usare tutti i mezzi liberamente e può raggiungere anche, ad esempio, il nuovo polo universitario di Rho Fiera o Assago e con il quale potrà utilizzare anche la rete urbana di Monza per recarsi in stazione”.

Inoltre se è un utente sistematico (appunto un pendolare) “attualmente nel 75% dei casi utilizza un abbonamento TrenoMilano o un cumulativo Sitam: fermo restanti i vantaggi sopra indicati, con Stibm risparmia 5 euro al mese se oggi usa un titolo TenoMilano e ben 19 euro al mese se usa un titolo cumulativo Sitam”. Quindi con 2,5 euro al mese in più rispetto all’attuale titolo esclusivamente interurbano avrà accesso all’intera rete urbana di Milano.


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