«Sono già dieci i pazienti del San Gerardo di Monza curati con gli anticorpi monoclonali»
Una nuova arma contro il coronavirus sono gli anticorpi monoclonali

«Sono già dieci i pazienti del San Gerardo di Monza curati con gli anticorpi monoclonali»

Dopo l’annuncio del via libera all’utilizzo degli anticorpi monoclonali per curare il Covid-19, l’ospedale San Gerardo di Monza ha annunciato che sono già dieci i pazienti curati con la nuova terapia.

Sono già una decina i pazienti Covid trattati con anticorpi monoclonali all’ospedale San Gerardo di Monza. Lo ha annunciato il professor Paolo Bonfanti, direttore delle Malattie Infettive presso la Asst Monza, uno dei 17 centri lombardi in cui è stata autorizzata la cura innovativa. «Gli anticorpi monoclonali anti SARS-CoV 2 -spiega Bonfanti - rappresentano una importante opzione terapeutica per il trattamento precoce dei pazienti affetti da Covid. Durante la scorsa settimana, abbiamo iniziato a trattare i primi dieci pazienti in parte inviati dall’hotspot territoriale della Asst e in parte identificati dalle strutture presenti in ospedale che seguono i pazienti fragili».

Il dottor Paolo Bonfanti

Il dottor Paolo Bonfanti

Tra i pazienti selezionati ci sono pazienti fragili affetti da malattia cerebrovascolare, oncoematologica o affetti da diabete. «Sono le persone - prosegue Bonfanti - che hanno un maggiore rischio di sviluppare Covid nella sua forma più grave e sono quindi i soggetti che devono essere identificati e candidati a questo tipo trattamento». L’identificazione deve essere precoce, nei primissimi giorni di malattia quando il paziente è asintomatico o ha sviluppato sintomi in forma lieve. La terapia con anticorpi monoclonali è la nuova frontiera per la cura del Covid a domicilio e la Asst Monza è tra le 17 aziende autorizzate per la somministrazione. «Si tratta di proteine - prosegue Bonfanti - in grado di neutralizzare gli antigeni, cioè quelle sostanze estranee all’organismo, come virus e batteri. Un’arma in più nella lotta contro il coronavirus».

Come annunciato dall’assessore al Welfare Letizia Moratti, il via libera di Aifa e del ministero della Salute alle cure a base di anticorpi monoclonali è arrivato febbraio e la selezione del paziente è affidata ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai medici delle Usca e più in generale ai medici (medicina interna, malattie infettive e pneumologia) che abbiano l’opportunità di entrare in contatto con questi pazienti che poi saranno presi in carico dalle strutture ospedaliere e ambulatoriali. «Per l’utilizzo del farmaco innovativo è fondamentale garantire l’appropriatezza degli accessi - sottolinea il direttore generale della Asst di Monza Mario Alparone -: è mia intenzione proporre un protocollo che ingaggi attraverso una modalità condivisa ospedale e territorio, così come abbiamo fatto per l’invio dei pazienti dai medici di medicina generale agli hotspot territoriali che per primi abbiamo aperto e che sono state operazioni di successo proprio per la logica di rete adottata. Diversamente si reitera quello che è successo in fase uno per il plasma iperimmune, quando i parenti dei nostri pazienti lo richiedevano senza avere coscienza delle condizioni di utilizzo».


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