«Smarrita dal personale dell’ospedale di Vimercate, mio papà costretto alla riabilitazione senza protesi acustica»
L’ospedale di Vimercate

«Smarrita dal personale dell’ospedale di Vimercate, mio papà costretto alla riabilitazione senza protesi acustica»

Il racconto del figlio di Giuseppe Bellinzona, 87 anni, deceduto qualche settimana fa. «Siamo molto dispiaciuti e chiediamo scusa per quanto accaduto» dicono dalla direzione dell’ospedale.

Paradossi della sanità pubblica. Smarriscono al pronto soccorso di Vimercate una delle due protesi acustiche di un paziente, così costretto a sottoporsi a riabilitazione senza poter udire le voci dei medici. Questa è la triste storia del signor Giuseppe Bellinzona, 87enne residente in città e scomparso qualche settimana fa.

«Ritrovare l’apparecchio acustico di mio padre sicuramente non me lo riporterà indietro, però avrebbe potuto aiutarlo ad affrontare meglio il percorso di recupero – ha detto il figlio Mario -. È inaccettabile che in un ospedale si possano perdere oggetti del genere e tutto ciò è successo ad aprile, quando la pressione sul pronto soccorso non era così forte. Non capisco perché gli operatori non possano seguire delle procedure standard per preservare gli effetti personali dei pazienti».

La scoperta dello smarrimento della protesi dell’anziano è avvenuta, da parte del figlio, solo qualche settimana dopo, quando il paziente era stato trasferito dal nosocomio di Vimercate a quello di Seregno. «Mio papà era sordo e ipovedente. Il colmo è che quando era stato trasportato all’ospedale di Seregno il personale sanitario ha pensato di non dotarlo degli occhiali da vista e dell’unico apparecchio acustico che era stato ritrovato – ha proseguito il figlio – così quando faceva la riabilitazione non vedeva e non sentiva ed era assolutamente disorientato. Abbiamo dovuto insistere per fargli almeno indossare gli occhiali per farci riconoscere quando facevamo le videochiamate. Anche dopo che mio padre è stato dimesso da Seregno, il 17 luglio, l’ospedale di Vimercate non ha ritrovato il presidio medico con cui mio padre era entrato in ospedale e con cui avrebbe potuto sentire chiunque gli rivolgesse la parola (medici, infermieri e tutto il personale). Ho quindi ordinato al centro acustico una nuova protesi e avrei inviato la fattura all’ospedale. Mio padre è morto prima di poter rimettere le due protesi e tornare a sentire».

«Siamo molto dispiaciuti e chiediamo scusa per quanto accaduto - hanno detto dalla direzione dell’ospedale di Vimercate - I nostri operatori sono sempre molto attenti a non smarrire nulla, ma bisogna tenere in considerazione la pressione del numero dei pazienti che quotidianamente accedono al nostro pronto soccorso. Attualmente abbiamo una media di 180 ingressi al giorno».


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