Shanel, 15 anni: «Sono adolescente. Nessuno sa cosa voglia dire realmente».  E per capirlo a Monza la scuola va per mare
L’inizio delle attività in classe. Nei prossimi mesi i ragazzi viaggeranno

Shanel, 15 anni: «Sono adolescente. Nessuno sa cosa voglia dire realmente». E per capirlo a Monza la scuola va per mare

Lezioni negli spazi della Scuola popolare dell’associazione Antonia Vita il progetto con “I Tetragonauti” onlus per contrastare la povertà educativa minorile e l’abbandono scolastico. In aula si affronta la rimotivazione del sé, poi, nell’arco di sei mesi, una decina di ragazzi di tutta la Brianza andrà a scuola anche viaggiando, tra mare e montagna.

ll progetto, per ora, ha perso il largo a Monza, al Carrobiolo, negli spazi della Scuola popolare, affidata alla onlus Antonia Vita da sempre impegnata in percorsi per evitare l’abbandono scolastico. Ma nell’arco di sei mesi una decina di ragazzi di tutta la Brianza andrà a scuola anche viaggiando, tra mare e montagna. Adolescenti dai 15 ai 17 anni lo faranno con il progetto “A Scuola per Mare”, selezionato e cofinanziato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile. Si tratta di un percorso nazionale che ha come protagonisti ragazzi che incontrano difficoltà a completare il loro ciclo di studi e che con il viaggio spesso ritrovano stimoli e consapevolezza. Una problematica nell’ultimo anno ancora più accentuata a causa della prolungata didattica a distanza.

Le parole di Shanel, 15 anni, una delle ragazze coinvolte, mostrano tutta la difficoltà dell’età, con l’aggravante degli stravolgimenti provocati dalla pandemia: “Sono un’adolescente. Nessuno sa esattamente cosa voglia dire realmente. Faccio parte di questo progetto perché sono arrivata ad un punto cieco. Mi è venuta un po’ l’ansia quando è venuta a trovarci la preside per l’inaugurazione. In futuro vorrei trovare un lavoro che mi rappresenti al 100% perché un lavoro deve essere amato e fatto con passione, sempre. Quando è entrato in ballo il virus ci ha costretti ad allontanarci gli uni dagli altri, per cui ho chiuso alcune amicizie che erano importanti e che lo sarebbero anche ora. Sono qui per ritrovarmi e cercare un posto che faccia per me, cercare un punto di riferimento”. Come lei anche Daniele, 17 anni: “Siamo ragazzi che hanno molto da dare e vogliono imparare ed il progetto consiste proprio in questo: imparare e conoscere nuove cose, fare conoscenze e imparare anche a comportarci. Ho come la sensazione che questo progetto possa aiutarmi a trovare una parte mancante di me; per il mio futuro e ho aspettative molto alte. Il progetto mi aiuterà a capire se ciò che sto facendo sia giusto per me. Io sono un ragazzo adolescente come tutti gli altri, non bisogna essere qualcuno per partecipare, anzi è aperto a chiunque voglia venire”. “I nostri ragazzi hanno pagato duramente il periodo della didattica a distanza - sottolinea Alessandra Bulzomì – il primo impatto non è stato semplice: alcuni di loro avevano sviluppato una radicata disabitudine alla scuola”.

Il progetto fa capo all’Associazione Antonia Vita Carrobiolo e all’Aps I Tetragonauti onlus. Il gruppo è di due ragazze e otto ragazzi, sei dei quali iscritti all’Istituto tecnico alberghiero Olivetti di Monza. Per ad oggi è attivo un cammino sulla rimotivazione di sé: i ragazzi fanno lezione, in presenza, tutte le mattine. I contenuti didattici ed educativi sono curati da un’équipe di educatori affiancati da docenti volontari. Tra le materie laboratori di scrittura creativa, di arti grafiche e di elettronica, un corso di poetry slam. Il modulo territoriale ha una durata di sei mesi e prevede l’integrazione di alcune esperienze di viaggio, come navigazione in mare in barca a vela e cinque giorni tra montagna e lago). La onlus Antonia Vita, che già da tempo ha una collaborazione con “I tetragonauti”, ha condiviso la partnership del progetto con altre realtà italiane. A metà settembre un gruppo è già salpato dal porto di Livorno, con la proposta di 100 giorni in mare, durante l’estate anche adolescenti di altre realtà monzesi, come la Fraternità Capitanio e gli Artigianelli, hanno potuto vivere un’esperienza con moduli più brevi. Ora la Scuola popolare di Monza è parte integrante di “A scuola per mare”.


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