Seveso: l’arcivescovo Delpini apre la causa di beatificazione di Fratel Ettore
Seveso - Fratel Ettore Boschini con Papa Giovanni Paolo II (Foto by Paolo Colzani)

Seveso: l’arcivescovo Delpini apre la causa di beatificazione di Fratel Ettore

Martedì 19 dicembre l’arcivescovo di Milano, monsignor Delpini, aprirà a a casa Betania di Seveso la causa di beatificazione e canonizzazione di Fratel Ettore Boschini.

Monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, aprirà ufficialmente martedì 19 dicembre, alle 16, alla Casa Betania delle Beatitudini di Seveso, il processo di beatificazione e canonizzazione di Fratel Ettore Boschini, già servo di Dio.

L’annuncio è arrivato sabato 21 ottobre con la pubblicazione di un editto, a firma di Monsignor Ennio Apeciti e di don Marco Gianola, rispettivamente responsabile e collaboratore del servizio diocesano per le Cause dei Santi. Delpini ha così confermato il supplice libello del 12 marzo 2012, accolto dal suo predecessore, il cardinale Angelo Scola, dopo la presentazione di Francesca Consolini, postulatrice della causa di beatificazione e canonizzazione del religioso. Nato a Roverbella, nel mantovano, il 25 marzo 1928, Fratel Ettore entrò nell’ordine dei Camilliani il 6 gennaio 1952 e pronunciò i voti temporanei il 2 ottobre dell’anno successivo. Destinato a Milano negli anni Settanta, vi scoprì le miserie tipiche di una metropoli e decise di stare vicino agli ultimi, istituendo rifugi per ospitarli. In brevissimo tempo, il loro numero aumentò vertiginosamente e, con il benestare dei superiori, Boschini orientò il suo impegno all’assistenza ai bisognosi che gravitavano attorno alla stazione Centrale. Su questo modello, in seguito fondò altre case di accoglienza in Italia ed all’estero.

La Casa Betania delle Beatitudini, che Delpini ha scelto per aprire la causa di beatificazione e canonizzazione, è il centro della sua opera, dove in tanti hanno ritrovato la pace e dato un senso alla propria vita, dopo aver conosciuto il degrado. La sua inaugurazione ufficiale risale all’1 gennaio 1979, quando monsignor Libero Tresoldi, vescovo ausiliare di Milano, benedisse i due stanzoni senza finestre sotto i binari della stazione Centrale, utilizzati come rifugio per i disperati. Poco tempo dopo, le sorelle Pontiggia offrirono a Fratel Ettore la vendita della loro casa di Seveso, un’occasione importante per dare un concreto aiuto a chi ancora stava convivendo con l’eredità del dramma della diossina. Alla sua morte, avvenuta il 20 agosto 2004, il religioso ha lasciato la guida delle sue comunità a suor Teresa Martino. Oggi la sua salma riposa proprio a Casa Betania.


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