Seregno, l’alpino scampato alla ritirata di Russia ha compiuto cento anni

Seregno, l’alpino scampato alla ritirata di Russia ha compiuto cento anni

Luigi Viganò, penna nera della divisione Julia, ha spento cento candeline sulla torta preparata per lui dalle animatrici del Don Orione, struttura in cui è ospite. «In Russia ho provato, freddo, fame e la prigionia»

Un pezzo di storia della nazione ha raggiunto il prestigioso traguardo dei 100 anni.È Luigi Viganò, che all’opera don Orione di via Verdi, di cui è ospite dal 13 gennaio 2005, martedì, ha spento cento candeline su una splendida torta appositamente preparata. Le animatrici della struttura hanno organizzato l’evento coadiuvate da musica dal vivo presenti tutti gli ospiti.


(Foto by L’alpino Luigi Viganò, detto Luis Purada, reduce di Russia)

Luigi Viganò, è nato a Cabiate, il 14 aprile 1915, in località Porada, al confine con Seregno. Quando ha trasferito la sua residenza a Pajna di Giussano quella località gli è valsa il soprannome di “ Luis Purada”. Si era sposato con Pierina Fumagalli, dalla quale ha avuto il figlio Albino. Per oltre 30 anni ha lavorato alle dipendenze della Barni di Pajna in qualità di lucidatore. Raggiunta la pensione ha continuato a collaborare con la sua ditta affiancando alcuni dipendenti durante le operazioni di montaggio di mobili vari in casa di privati.

Perché Luigi Viganò, è un pezzo di storia della nazione ? Perché Viganò è un alpino della divisione alpina Julia, reggimento Bolzano, che ha fatto la campagna di Russia. Si è salvato ed è rientrato a piedi in Patria. “Ho provato la prigione in Russia- ha detto nei pochi momenti che si sente di raccontare- ho patito molto freddo, tanto che per congelamento ho perso tutte le dita del piede destro. Sono stato salvato da un medico russo. La popolazione russa ha sempre mostrato, con noi italiani, di volerci bene e ci ha aiutato. Non così era con i tedeschi”.

La divisione Julia era schierata sulla linea del fiume Don, prelevata dai rifugi era stata spedita ad arrestare e respingere lo sfondamento russo a sud. Fedeli al motto “di qui non si passa” vi riuscì per un mese intero dentro buche scavate in mezzo alla steppa gelata. Il settore di Novo Kalitva dove operava la Julia fu l’unico a nord di Stalingrado dove i russi non riuscirono a sfondare. A fare da corona ai 100 anni di Luigi Viganò un gruppo di Alpini della sezione di Giussano che per ammissione del loro capogruppo Giacomo Folcio non conoscevano l’esistenza dell’alpino Viganò e la sua eroica impresa.


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