Seregno: caccia ai  baby-rapinatori che hanno aggredito due coetanei per lo smartphone
SEREGNO, CARABINIERI (Foto by Cristina Marzorati)

Seregno: caccia ai baby-rapinatori che hanno aggredito due coetanei per lo smartphone

A Seregno è caccia ai due baby-rapinatori che nell’arco di quindici minuti hanno malmenato e ripulito un ragazzo di 14 anni e un quindicenne in centro per rubare lo smartphone. Qualche settimana fa un pestaggio all’oratorio San Rocco.

Botte e pugni a due ragazzini per avere lo smartphone perfetto. È caccia ai due baby-rapinatori, sarebbero minorenni come le vittime, che nell’arco di quindici minuti hanno malmenato e ripulito un ragazzo di 14 anni e un quindicenne in centro a Seregno. Le vittime non sono conoscenti, ma ai carabinieri della compagnia di Seregno hanno fornito la stessa versione dei fatti. Il primo a finire nella rete dei giovani delinquenti, entrambi sarebbero italiani, è stato un quattordicenne seregnese. Verso le 18.15 di giovedì 3 gennaio stava salendo in sella alla bicicletta in un parcheggio di via Ballerini, quando è stato circondato da due adolescenti. Inizialmente gli hanno chiesto soltanto di prestargli il telefonino, per effettuare una chiamata d’urgenza. Il ragazzo non si è fidato e si è rifiutato. In tutta risposta si è trovato sommerso da una pioggia di schiaffi, calci, pugni, spintoni e alla fine gli hanno anche rubato il cellulare, per gettarlo subito dopo a terra. Evidentemente era un modello che non interessava. Al quattordicenne non è rimasto far altro che chiamare i genitori. Portato in ospedale, è stato dimesso con 7 giorni di prognosi per trauma cranico facciale e diverse lesioni.

Alle 18.30 in via Colombo, a cento metri da via Ballerini, i due rapinatori se la sono presa con un quindicenne di Giussano seduto tranquillamente su una panchina. L’approccio è stato identico e questa volta la vittima gentilmente ha allungato lo smartphone, ma invece di ricevere in cambio un grazie, ha assistito alla fuga dei due complici col suo telefonino. Li ha inseguiti per riavere il suo Samsung Galaxy S8 e non appena li ha raggiunti, ha avuto lo stesso identico trattamento del quattordicenne: è stato preso a sberle. Ferito, non ha potuto far altro che chiedere aiuto, mentre i due si allontanavano col suo cellulare. Ora è caccia ai baby rapinatori. Da chiarire se le vittime siano state scelte a caso, e l’obiettivo era esclusivamente il costoso smartphone, oppure è l’ennesimo episodio di bullismo estremo, come i il pestaggio di qualche settimana fa all’oratorio San Rocco.


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