Sanità, scandalo protesi: i tre chirurghi di Monza si difendono
Il dottor Claudio Manzini si difende (Foto by Pozzi Attilio)

Sanità, scandalo protesi: i tre chirurghi di Monza si difendono

LEGGI Gli arresti - Difendono il loro operato i medici travolti dallo scandalo dell’inchiesta ‘Disturbo’ sulla presunta corruzione tra ortopedici monzesi e responsabili di un’azienda produttrice di protesi chirurgiche. Lunedì è stato il giorno degli interrogatori di garanzia in carcere per i cinque indagati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Difendono il loro operato i medici travolti dallo scandalo dell’inchiesta ‘Disturbo’ sulla presunta corruzione tra ortopedici monzesi e responsabili di un’azienda produttrice di protesi chirurgiche. Lunedì è stato il giorno degli interrogatori di garanzia in carcere per i cinque indagati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

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Tra questi anche i chirurghi Claudio Manzini, Flavio Bestetti e Marco Valadè, il primo della clinica Zucchi, gli altri due del Policlinico di via Amati a Monza. Da quanto appreso dai difensori di Bestetti e Manzini, i professionisti hanno tenuto a ribadire che tutti gli interventi sono stati eseguiti “in coscienza, e nell’interesse del paziente”.

L’accusa parla di protesi della marca Ceraver impiantate in cambio di benefici economici e altre utilità da parte dei responsabili dell’azienda, anche se, dai dialoghi intercettati tra Valadè e Bestetti, non sempre erano adatte al tipo di intervento da effettuare. Piena ammissione, invece, da parte di Denis Panico, il riminese responsabile dell’azienda italia affiliata ad un gruppo francese, che avrebbe detto di agire: «senza pensare di aver commesso un reato».


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