Rifiuti a Monza: Anac e prefettura restituiscono 5 milioni di euro alla Sangalli
I mezzi dell’azienda Sangalli (Foto by FABRIZIO RADAELLI)

Rifiuti a Monza: Anac e prefettura restituiscono 5 milioni di euro alla Sangalli

Via libera di Anac e Prefettura per la restituzione di 5 milioni di euro all’azienda Sangalli di Monza dopo la chiusura dei conti con il processo Clean City.

La Prefettura lo ha comunicato sul suo sito: le somme accantonate durante il commissariamento della Sangalli per quanto riguarda l’appalto dei rifiuti di Monza devono essere restituite all’azienda. La Giustizia non ha reclamato altre somme per i risarcimenti, l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione ha confermato la destinazione del danaro e su queste basi il prefetto di Monza Giovanna Vilasi ha disposto che le somme relative al periodo di applicazione della straordinaria e temporanea gestione dell’appalto debbano andare all’azienda. Non ci sono comunicazioni ufficiali in merito ma dovrebbe trattarsi di una cifra superiore ai 5 milioni di euro.

La storia del commissariamento Sangalli relativamente al servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e della pulizia stradale, ha preso il via il 1 luglio di tre anni or sono quando il presidente dell’Anac, in seguito alla vicenda giudiziaria nella quale erano rimasti coinvolti i vertici dell’azienda, aveva proposto ai prefetti di Monza e della Brianza e a quello di Barletta Andria Trani la misura, appunto, della “straordinaria e temporanea gestione” della società Sangalli Giancarlo & C srl per quanto riguarda la gestione dei rifiuti in Brianza come in Puglia.

Una proposta che era stata accolta dal prefetto e che aveva portato alla nomina come amministratore di Elisabetta Brugnoni . Dopo poco più di una settimana il Cda della Sangalli aveva chiesto già la revoca del provvedimento, istanza che era stata respinta e poi ripresentata a gennaio dell’anno scorso dopo la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della società. Stavolta la Prefettura aveva revocato il provvedimento adottato nel 2016.

Un decreto del 2 marzo stabiliva che il commissario avrebbe svolto un’altra funzione, limitandosi ad affiancare il Cda con il compito di sostegno e monitoraggio. Ora che il commissario non ha più un ruolo in azienda la Prefettura, tenendo conto delle Quinte linee guida per la gestione degli utili della gestione di appalti sottoposti a gestione straordinaria che l’Anac ha adottato insieme al Ministero dell’Interno (quindi con il Governo giallo-verde targato Di Maio-Salvini) il 16 ottobre scorso ha decretato la restituzione degli utili accantonati.

Una iniziativa che ha fatto seguito anche a una comunicazione della Procura secondo la quale, come viene riportato nel documento pubblicato sul sito prefettizio “nessuna ulteriore somma di denaro può essere sottoposta a confisca o sequestro”. In pratica dal punto di vista giudiziario l’azienda ha risarcito quello che doveva risarcire, mettendosi alle spalle il procedimento penale.

E siccome la Giustizia non può vantare niente nei confronti della società la parte di utili accantonati deve essere restituita. Il contratto attualmente in essere era stato stipulato nel 2009 con valore di nove anni salvo una proroga massima di dodici mesi. È lo stesso di cui si è occupata l’inchiesta penale, ma risulta ancora legalmente valido.


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