Ricatto sessuale a un sacerdote, i soldi usati per un tavolo privato in discoteca
Un ingresso del tribunale di Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Ricatto sessuale a un sacerdote, i soldi usati per un tavolo privato in discoteca

Una buona parte die soldi estorti a un sacerdote con un ricatto sessuale sono stati usati per pagare un tavolo privato e champagne in discoteca: emerge dall’inchiesta che ha portato in carcere quattro persone, incluse una di Bernareggio e una di Ronco.

Buona parte dei soldi del ricatto spesi per “un tavolo con gli amici in discoteca”. E’ quanto emerge dagli interrogatori dei ragazzi coinvolti nella presunta estorsione a un parroco di Zogno (Bergamo), finiti in carcere in virtù dell’ordinanza emessa dal gip di Monza Silvia Pansini, su richiesta del pm Marco Santini.

In carcere ci sono quattro persone, due ventiduenni - uno di Bernareggio e l’altro di Missaglia - un 28enne di Ronco Briantino, e un uomo di 57 anni. Agli arresti domiciliari, invece, c’è l’unica ragazza del gruppo. Da quanto emerso, gli indagati sarebbero apparsi non pienamente consapevoli della gravità del reato che gli viene contestato (estorsione aggravata), punito con una pena che parte dai sette anni di reclusione. Uno di loro al momento dell’esecuzione della misura, si sarebbe rimasto sbalordito. Il parroco, secondo la ricostruzione dei carabinieri, è finito in una trappola.

Uno dei ragazzi aveva risposto a una richiesta di prestazione sessuale su internet, dando appuntamento in una zona appartata al sacerdote. Quando questi, insospettito, ha interrotto l’appuntamento pagando la cifra stabilita, sono comparsi i complici, minacciando il sacerdote di denuncia per aver avuto un rapporto con un minorenne. Nonostante il giovane avesse in realtà 23 anni, le richieste di denaro si erano fatte sempre più insistenti. In un primo momento il parroco aveva pagato ma poi, all’ennesima minaccia, tra cui quella di rivelare tutto a una trasmissione tv, si è rivolto ai carabinieri che hanno inchiodato i truffatori filmandoli mentre ritiravano il denaro del ricatto.

Secondo quanto avrebbe dichiarato uno degli indagati 22enni, una fetta del “bottino”, circa 1.200 euro, sono stati spesi per una serata tra amici in discoteca, tra la prenotazione di un tavolo riservato, e varie bottiglie di champagne.


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