Rapinavano farmaci per il cancro

In Brianza arrestati due ricettatori

Rapinavano farmaci per il cancro  In Brianza arrestati due ricettatori

Ci sono anche due brianzoli tra i venti soggetti coinvolti nell’operazione “Grande Mela” condotta dalla questura di Lodi: sono stati arrestati per associazione a delinquere e ricettazione. La banda ha compito almeno tredici rapine ai danni di autotrasportatori di prodotti farmaceutici e elettronici e di bar tabacchi.

Ci sono anche due brianzoli, Domenico Redolfi di 61 anni di Cesano Maderno e Paolo Caimi di 55 anni di Cogliate tra i venti soggetti coinvolti nell’operazione denominata “Grande Mela” (il video:http://www.youtube.com/watch?v=2kQYzzy6rgE&feature=youtu.be) condotta dalla questura di Lodi guidata dal vicequestore Alessandro Battista in stretta collaborazione con il commissariato di polizia di Monza. I due brianzoli sono stati colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere e ricettazione. Avrebbero detenuto e piazzato parte della refurtiva del valore di milioni di euro che altri componenti della banda, anche attraverso tecniche militari, hanno rapinato in tutto il Nord Italia: almeno tredici i colpi ai danni di autotrasportatori di prodotti farmaceutici e elettronici e di bar tabacchi. Di particolare valore dal punto di vista della ricettazione soprattutto i farmaci oncologici. Indagini sono in corso per verificare chi fossero gli acquirenti. Due gli esercizi commerciali rapinati in Brianza, entrambi lo scorso giugno, uno in via Amati a Monza, l’altro , il bar Simonetta, a Caponago. A Monza si erano presentati in tre, due armati di pistola e uno di un teser, ossia una pistola elettrica e dopo aver minacciato il titolare si erano fatti consegnare 4.000 euro in contanti e biglietti della lotteria. Sempre nel capoluogo, a gennaio, rapinato anche un camion con un carico di farmaci per un valore di un milione di euro partito da Casalmaiocco (Lodi), un altro mezzo, sempre con medicinali, era stato rapinato un mese dopo a Bovisio Masciago. Ingegnoso il modus operandi: la banda si presentava infatti a bordo di un’Alfa Romeo grigia con una luce lampeggiante sul tetto; i malviventi sfoderavano palette fingendosi poliziotti per far fermare gli ignari autisti che venivano poi derubati del camion. In un caso un autista con un tir carico di computer Apple per un valore commerciale di 2 milioni di euro bloccato nel Lodigiano era stato anche picchiato e tenuto in ostaggio il tempo necessario per trafugare i calcolatori trasportati poi in un capannone di Cernusco sul Naviglio. Gli arresti sono avvenuti anche nelle province di Lodi, Pavia, Piacenza, Milano e Varese: tra i venti colpiti dalle ordinanze anche un ex collaboratore di giustizia, una guardia giurata un sorvegliato speciale per mafia e alcuni autisti che simulavano false rapine per agevolare il furto del carico ai complici. Sequestrati armi, munizioni e merce provento delle rapine.


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