Raffinerie di coca e rete di pusher: 20 imputati di Brianza connection chiedono di patteggiare
Un sequestro di cocaina

Raffinerie di coca e rete di pusher: 20 imputati di Brianza connection chiedono di patteggiare

Verso il processo per Brianza connection, la rete di produzione e spaccio di droga su tutto il territorio con raffineria di cocaina a Usmate: quasi tutti gli imputati hanno chiesto il patteggiamento.

Patteggiamenti a raffica per la parte “vimercatese” dell’inchiesta Brianza Connection. Solo 3 dei 24 imputati ha scelto il rito abbreviato (con richieste di pena formulate dal pm Salvatore Bellomo da 6 anni e mezzo a 4 anni di reclusione), mentre gli altri hanno chiesto di patteggiare con pene attorno ai 2 anni di reclusione, già concordate con la procura. La decisione del giudice per l’udienza preliminare Federica Centonze sulle eventuali condanne e sull’ammissione dei patteggiamenti, è attesa ora per il prossimo 12 ottobre.

Le indagini erano partite dopo che il 23 dicembre del 2013 i carabinieri della compagnia di Monza, Desio e Vimercate avevano scoperto una piccola raffineria di cocaina all’interno di un magazzino di bibite a Usmate Velate. Nel 2013 era stato anche scoperto un sodalizio fra due gruppi criminali: il primo con base a Lesmo e dedito allo spaccio di cocaina e hashish e composto da 21 italiani, un marocchino e uno spagnolo che spacciavano in tutta la Brianza, ma che avevano ramificazioni anche nel lodigiano e in Sardegna. Erano in particolare tre soggetti a collaborare tra loro per portare hashish e cocaina sull’isola.

Un rivenditore di auto usate, in contatto con uno spacciatore di hashish e con uno di cocaina, metteva a disposizione le vetture dirette in Sardegna per il trasporto dello stupefacente. Il secondo gruppo invece era composto da 26 italiani che oltre a portare ingenti quantitativi di droga in Brianza, era in possesso anche di un vero e proprio arsenale di armi. In totale l’indagine Brianza Connection aveva portato al sequestro, da parte dei militari della compagnia di Monza, di 2 chili di cocaina, altrettanti di marijuana, oltre 20 di hashish e 24 piante di marijuana. In un box di Mariano Comense, era stato invece trovato l’arsenale di armi composto da 2 fucili mitragliatori, 2 fucili a canne mozze, 13 fucili da caccia, 4 pistole semiautomatiche, 1 revolver e 4 silenziatori oltre a varie munizioni. Il locale adibito a deposito e raffineria di stupefacenti, era stato scoperto al piano rialzato di un magazzino di casse di acqua minerale ad Usmate. A Lesmo, invece, gli investigatori avevano trovato droga e soldi nascosti dietro ad una intercapedine mobile all’interno di una villa. Il 23 febbraio scorso era avvenuto il blitz delle forze dell’ordine, in virtù di due distinti provvedimenti restrittivi, uno firmato dal giudice patrizia Gallucci, per quanto riguarda la parte vimercatese dell’indagine, l’altro della collega Pierangela Renda, relativamente allo spaccio nel vimercatese. Sono emersi anche punti di contatto tra i due giri di smercio, almeno per quanto riguarda il traffico di cocaina, tradizionalmente gestito da ambienti vicini alla criminalità organizzata attiva a Desio.


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