Qualità della vita, indice della salute: la provincia di Monza è 22esima in classifica
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Qualità della vita, indice della salute: la provincia di Monza è 22esima in classifica

La provincia di Monza è alla posizione numero 22 (su 107) dell’Indice della salute elaborato dal Sole 24 Ore per fotografare la salute degli italiani su dati Iqvia, ministero della Salute e Istat.

In testa Bolzano, Pescara e Nuoro, in coda Rovigo, Alessandria e Rieti. La provincia di Monza è alla posizione numero 22 (su 107) dell’Indice della salute elaborato dal Sole 24 Ore per fotografare la salute degli italiani su dati Iqvia, ministero della Salute e Istat. Un altro degli step del rapporto annuale sulla Qualità della vita che misura i livelli di benessere del territorio.

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Monza è a ridosso della Top 20, settima lombarda dopo Brescia e Milano (settima e ottava), Como, Sondrio e Lecco (13, 14, 15), Bergamo (17). Milano che con Cagliari e Firenze è anche tra le uniche grandi città nella top ten. La Brianza appare tutto sommato “sana” con dati più negativi per quel riguarda la disponibilità di medici di base e di pediatri rispetto alla popolazione residente.

Sono dodici gli indicatori analizzati per comporre l’Indice: tasso di mortalità, mortalità per tumore e per infarto, aumento speranza di vita, farmaci per asma e bpco (broncopneumatia cronica ostruttiva), per diabete, per ipertensione, medici di base e pediatri, geriatri, recettività ospedaliera e emigrazione ospedaliera.

Indicatori positivi: Monza è quinta tra le province in cui muoiono meno persone, in base al tasso standardizzato per 10mila abitanti e “al netto di fattori distorsivi legati all’età della popolazione” spiega chi ha redatto lo studio. Sul podio ci sono Pordenone, Trento e Rimini. Ed è quinta anche per emigrazione ospedaliera, l’indicatore che fotografa i pazienti dimessi dagli ospedali fuori dalla regione di residenza e quindi “costretti” a farsi curare lontano da casa. Sul podio Bergamo, Sondrio e Lecco.

È a metà classifica per la diffusione dei farmaci: 28° per quelli per asma e tosse cronica (nonostante la qualità dell’aria nel bacino padano), 30° per il diabete, ma scende al 51° per la diffusione di quelli che curano l’ipertensione in un indicatore che forse si può ricollegare anche allo stile di vita più frenetico.

Sprofonda invece al posto 101, tra le province più penalizzate, per la scarsa disponibilità di medici di famiglia rispetto alla popolazione residente. È 64° per i pediatri in rapporto agli under 14 e 41° per i geriatri in rapporto alla popolazione over 65.

Il rovescio della medaglia della quasi eccellenza per emigrazione ospedaliera è il 76° posto che fotografa la recettività negli ospedali con la disponibilità di posti letto ogni mille abitanti.


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